La Dakar in Arabia Saudita: nuova sfida per Jacopo Cerutti

Jacopo Cerutti

Il periodo è sempre lo stesso, ma l’aereo che lo porterà alla Dakar cambierà decisamente direzione e non si dirigerà verso l’America del Sud. La massacrante competizione motoristica, infatti, nella sua edizione 2020 sarà ospitata dall’Arabia Saudita.
Jacopo Cerutti, 30 anni, comasco di Montorfano, è pronto per la partenza, che sarà il giorno di Capodanno. Il lariano ancora una volta sarà tra gli attesi protagonisti nella gara delle moto. Su di lui le aspettative sono sempre molto alte, visto che è stato il migliore italiano nel 2016 e nel 2018, quando ha conquistato, rispettivamente, il 12° e il 20° piazzamento finale assoluto.
Lo scorso anno è stato da dimenticare, visto che Cerutti è stato costretto al ritiro dopo aver colpito una pietra nei primi giorni di corsa. In quel momento era al 18° posto ed in costante miglioramento.
La grande novità della Dakar 2020, come detto, è il cambiamento della sede, fatto già accaduto nella storia di questa corsa. Inizialmente, nel 1978, si trattava di un raid da Parigi a Dakar, capitale del Senegal. Nel 2008 gli organizzatori, dopo una serie di minacce terroristiche, furono costretti ad annullare l’evento, che fu spostato in Sud America, con vari cambi delle sedi di partenza e di arrivo; il nome dell’evento era però ormai troppo famoso e si decise di non variarlo.
Dal 2020 il trasferimento in Arabia Saudita, con la corsa che non toccherà altre Nazioni. L’accordo raggiunto è decennale. La Dakar del 2020, la numero 42 della storia, prenderà il via il 5 Gennaio a Jeddah e si chiuderà il 17 Gennaio proprio ad Al-Qiddiya. In programma 12 tappe per 9mila chilometri, con un solo giorno di riposo (l’11).
In totale sono iscritti 351 mezzi, 170 nella competizione riservata alle moto e ai quad. Jacopo Cerutti partecipa con una Husqvarna con il supporto della sede italiana e del Team Solarys, ma alla Dakar sarà a tutti gli effetti un privato. Non cambia il suo Motoclub, il “Natale Noseda” di Capiago Intimiano presieduto da Sergio Paparelli, che oltre a essere grande appassionato di motori è anche vicepresidente della Pallacanestro Cantù.
Ma quali sono le prospettive per Jacopo? «Partiamo tutti sullo stesso livello, visto che è la prima volta che si corre in Arabia Saudita – spiega – La prima parte della gara sarà un po’ più tecnica, mentre nella seconda saremo impegnati in prove speciali disegnate nel deserto».
«Il mio obiettivo, come sempre, è prima di tutto terminare la corsa – aggiunge Cerutti – Poi, ovviamente, non potrò non guardare la classifica. Mi piacerebbe migliorare rispetto al passato, anche se mi rendo conto che ripetere quantomeno il 12° posto del 2016 sarà davvero difficile. Sarebbe un risultato spettacolare. Già terminare fra i primi 20 nella classifica delle moto sarebbe positivo, visto che sono iscritti ben 25 piloti ufficiali».
La preparazione in vista della Dakar 2020 è stata soprattutto sui percorsi della Sardegna, terra casa al centauro comasco. La preparazione fisica è stata rifinita in palestra seguendo le indicazioni che gli ha dato Angelo Sguazzero, già preparatore atletico di importanti squadre di calcio (compreso il Como di serie A). Jacopo non disdegna anche la bicicletta e spesso si è allenato nelle uscite con alcuni ciclisti Professionisti che risiedono nella nostra zona, come Davide Ballerini, Giacomo Nizzolo e Matteo Pelucchi.

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