L’arte del commercio in scena a Cernobbio

Teatro Sociale Como

Icone di stile nel Dna del Lario: al Ridotto del Sociale fino al 6 gennaio si celebra il design di Gio Ponti che fu molto legato al nostro territorio e a figure come Ico Parisi. Da parte sua l’Archivio Cattaneo di Cernobbio con la mostra “Idee per vendere” fino ai primi di febbraio illustra l’arte degli allestimenti negli spazi del commercio tra architettura e arte. Mentre in Ponti ci si concentra sul dopoguerra, qui siamo in pieni anni Trenta.
La mostra è in corso presso la sala espositiva di via Regina 41/A a Cernobbio, nell’edificio che di Cesare Cattaneo porta l’impronta inconfondibile ed è la sua opera più nota e giustamente celebrata.
La mostra è a cura dell’esperta Chiara Baglione che firma anche il ricco catalogo edito dall’Archivio Cattaneo di Cernobbio e documenta il rinnovamento dell’estetica del negozio, che coinvolse progettisti di talento, ma anche artisti e pubblicitari.
Lo spazio della vendita e del commercio, della transazione economica insomma, come uno dei nuovi laboratori in cui l’arte della prima metà del Novecento ha saputo sperimentare soluzioni spaziali e di arredo innovative quanto originali. E ne fa fede in mostra proprio l’omaggio al padrone di casa, ossia all’architetto razionalista Cesare Cattaneo cui l’archivio è intitolato con il suo progetto del 1935 per una libreria da realizzarsi probabilmente a Como e mai concretizzatosi. Un progetto che è molto attuale e che, chiosa Chiara Baglione nel catalogo, si segnala «per l’originalità del “congegno spaziale”: il piano terreno, privo di scaffali, fungeva da “scenografia di accesso al piano superiore”, grazie all’inserimento nella vetrina di una “custodia di vetro” per l’esposizione delle novità editoriali, che si proiettava all’interno formando un quadrato “virtuale”, in corrispondenza del quale, sul pavimento e sul soffitto, erano collocati fotomontaggi con pagine di riviste, fotografie e immagini pubblicitarie, mentre gli scaffali al piano superiore erano comunque visibili attraverso una grande vetrata».

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