La domanda ricorrente: adesso cosa succederà?

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di Mario Guidotti

“E adesso che cosa succederà?”. È quello che ci chiedono in tanti riguardo la vicenda Covid. È finalmente finita la pandemia? O arriverà una quarta ondata? Che volumi, che gravità, che impatto avrà? Abbiamo imparato che nel fare previsioni in questo campo si sbaglia sempre.

Viene da pensare che questo virus, per quanto piccolo, abbia un’intelligenza superiore alla nostra. La capacità di sviluppare variabili sempre diverse e ogni volta più infettanti è prodigiosa. La potenza nell’essersi diffuso così rapidamente in tutto il pianeta è impressionante e anche il persistere nonostante i vaccini appare come una partita di scacchi tra il microbo e l’umanità.

Certo, i virus si muovono come una falange compatta, mentre la razza umana è disunita e piena di quinte colonne, disertori e combattenti pavidi, soprattutto per quanto riguarda l’adesione all’immunizzazione di massa, che ci avrebbe messo in sicurezza, nonché nel rispettare le regole per impedire la diffusione del germe.

Ci siamo cascati come l’anno scorso in estate. Credevamo che miracolosamente la bestia fosse sparita e così anche a fine giugno 2021, con l’annuncio che tutta l’Italia era “bianca” ci siamo illusi. Ora leggiamo di 50.000 infetti giornalieri in Gran Bretagna, 30.000 in Francia, e anche da noi per fine mese non saremo lontani dai 10.000. Ma torniamo alla domanda: come andrà a finire? Finire forse mai, sappiamo già che dovremo imparare a convivere con il virus. Nell’immediato si prevede un’impennata di contagi, ma quello che conta è: quali conseguenza sulla salute? Beh, restano 2-3 milioni di ultra sessantenni non vaccinati in Italia.

Questi rischiano fortemente la propria salute, sappiamo già che il 10% di quelli che si ammaleranno dovranno essere ospedalizzati e l’1% assistiti nella ventilazione. Quindi numeri importanti. Senza contare 40enni e 50enni che non mancheranno tra le corsie degli ospedali. Ce la faremo con i posti letto? Sì, le Direzioni si stanno già attrezzando secondo l’esperienza (triste) già fatta, nell’adattare altri reparti, che ovviamente mancheranno ai cosiddetti malati non-Covid, che verranno mandati indietro. Non è giusto, soprattutto se pensiamo che c’era la possibilità di vaccinarsi tutti, ma chi non dà la precedenza a chi è asfittico? Quello che però si deve sapere è che non ci sarà la ripresa economica attesa, perché mancheranno molti lavoratori, anche solo per quarantena.

Pensate che in questo momento in Gran Bretagna 2 milioni di persone sono in isolamento. E, disastro finale, si prevedono già pesanti ricadute sulla ripresa della scuola. Come faranno gli insegnanti che non hanno voluto vaccinarsi, alla luce del fatto che i ragazzi sono in questo momenti il maggior serbatoio del virus? E quanto costerà un altro anno di didattica a singhiozzo sul futuro di una nazione?  Non sono buone previsioni, è evidente, ma prima di piangerci addosso siamo sicuri di aver fatto tutto quello che potevamo per evitare che tutto questo potesse accadere nuovamente?

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