La festa dei Carabinieri. «Attenzione alta sulla criminalità organizzata. Truffe in calo, ma ancora troppo numerose»

festa dell'Arma dei Carabinieri 2019

Attenzione sempre alta per «prevenire le possibilità di infiltrazione della criminalità organizzata nelle attività economiche». Pari determinazione nel perseguire le truffe agli anziani, «con le denunce scese in un anno da 39 a 20, comunque ugualmente ancora troppo numerose».
Incessante e continua lotta «al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree boschive».
Sono queste le linee guida tracciate ieri dal comandante provinciale dei carabinieri di Como, il colonnello Andrea Torzani, in occasione della celebrazione per il 205° anniversario di fondazione dell’Arma dei carabinieri. I festeggiamenti – che saranno anche gli ultimi per Torzani, che ha annunciato ieri un prossimo incarico nella Capitale – sono stati ospitati dal piazzale della caserma di piazza Amedeo Duca d’Aosta a Como. Il comandante provinciale, nel ringraziare tutti i propri militari, presenza capillare sul territorio («in provincia c’è una caserma in 28 comuni, 30 con le stazioni dei carabinieri forestali») ha elencato i numeri di un anno di lavoro dei suoi uomini, con 46mila chiamate ricevute, 419 persone arrestate, 3.081 denunciate, 57mila persone controllate e 37mila veicoli ispezionati. Poi, ricordando, come detto, l’importanza di non abbassare la guardia nei confronti della criminalità organizzata, ha rammentato le recenti condanne lette in Tribunale a Como il 19 aprile, relative al «tentativo di impossessamento di piazza Garibaldi a Cantù» da parte di imputati che si sarebbero mossi «con azioni connotate dal metodo mafioso». Non solo criminalità organizzata, come detto, ma anche truffe agli anziani, «ancora troppe» nonostante i 77 incontri svolti dall’Arma nelle chiese (nel tentativo di informare il più possibile le persone più avanti con l’età) e anche nelle sale consiliari dei Comuni e dei circoli (altri 41 incontri).
L’obiettivo è quello di «dare tranquillità alla popolazione, la cui insicurezza è alimentata, prima ancora che dalle statistiche sui delitti, dalla solitudine e dall’indifferenza». Ed è qui, secondo il comandante provinciale, che il carabiniere deve portare la propria «presenza, affidabilità e visibilità».

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