La Finanza perquisisce la Croce Rossa di Como. L’ex presidente nel mirino della Procura

Sede della Croce Rossa di Como via Italia Libera

Peculato, false fatture, turbativa d’asta, falso ideologico. Sarebbero queste le ipotesi di reato messe nero su bianco dalla Procura di Como, che ieri mattina ha dato mandato al Nucleo di Polizia Economico-finanziaria della guardia di finanza di Como di perquisire la sede della Croce Rossa di via Italia Libera, quella di Lipomo, quella di San Fedele e anche la casa dell’ex presidente (fino a gennaio 2020) Matteo Fois. Quest’ultimo sarebbe iscritto sul registro degli indagati del pm Pasquale Addesso, per una serie di contestazioni che riguarderebbero ammanchi nella casse della Croce Rossa, quantificati in oltre un milione e mezzo di euro.


L’ex dirigente è indagato a piede libero. Le contestazioni riguarderebbero un periodo compreso tra il 2015 e il 2019. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un presunto giro di false fatturazioni, costruite – secondo l’accusa – per evadere le imposte negli anni dal 2014 al 2019, ma nel mirino della Finanza sarebbero finiti anche trasferimenti di somme dai conti correnti della Croce Rossa a quelli dell’ex presidente, sia tramite bonifici (per 40.895 euro, segnati come «rimborso spese») sia con assegni per 28.213 euro. E proprio i conti correnti di Fois sarebbero monitorati con attenzione dalle Fiamme gialle, in quanto – secondo l’ipotesi accusatoria – risulterebbero versamenti di somme cospicue in contante che tuttavia non sarebbero compatibili con i redditi dichiarati.
Una seconda parte dell’inchiesta, ritenuta non meno importante, avrebbe poi riguardato una segnalazione giunta direttamente dal Comune di Como, settore Appalti. Atto che risalirebbe al mese di marzo del 2020.
Al vaglio ci sarebbe una procedura di gara pubblica – cui la Croce Rossa Comitato provinciale di Como aveva partecipato – per l’affidamento in gestione del servizio di telesoccorso per anziani e disabili.
Per la Procura di Como – che contesta il falso ideologico – la Cri avrebbe attestato falsamente di avere avuto i requisiti richiesti (ovvero «capacità tecnico-professionali») senza però averli.
Il falso consisterebbe anche nell’aver dichiarato – cosa che non sarebbe corrispondente al vero – di aver svolto servizi analoghi nel triennio precedente (2016-2018).


La turbata libertà degli incanti si sarebbe configurata invece nel non rispondere alle richieste istruttorie avanzate dal Comune di Como che chiedeva di depositare la documentazione relativa appunto ai requisiti per prendere parte alla gara in questione. Gara che sarebbe stata aggiudicata provvisoriamente ma basata dunque su dati che per la Procura non sarebbero stati veritieri. Fatto, quest’ultimo, che sarebbe avvenuto tra il 29 maggio 2019 e il 31 gennaio 2020.
La situazione economica critica della Croce Rossa (che aveva portato alle dimissioni di Fois) era stata più volte denunciata anche dai rappresentanti sindacali del personale.
I dipendenti da tempo devono fare direttamente i conti con questa situazione che si è tradotta anche in stipendi non pagati, difficoltà, posti di lavoro a rischio e anche dimissioni volontarie.

QUI L’AGGIORNAMENTO SULLA VICENDA

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