La flotta del Lario è una strenna tutta da sfogliare

Libri comaschi
È un viaggio sul Lario, attraverso le sue imbarcazioni, le sue tradizioni, la storia ed il paesaggio rasserenante quello che si può compiere sfogliando il volume Navigare il Lago di Como. La flotta – il paesaggio – l’ospitalità, strenna libraria edita da Attilio Sampietro di Menaggio.
Il libro, integralmente tradotto in inglese (testi di Cristina Fontana, traduzioni di Donatella Forte, pp. 208), tra poco in uscita, ripercorre, mediante suggestive foto sia d’epoca sia contemporanee, la

storia della navigazione lariana, fatta sì di piroscafi e chiatte, ma anche di persone più o meno illustri, che sul lago si sono avvicendate, trovando degna collocazione, per il loro blasone, nelle raffinate strutture alberghiere lacustri, tuttora fiore all’occhiello di quel turismo d’élite sviluppatosi all’epoca della Belle Époque. Per rendere degnamente omaggio alla bellezza muliebre di dame dai corpetti di pizzo e veli di chiffon, la navigazione si adegua con i suoi sontuosi battelli salone, i cui arredi principeschi si sposano con i gusti dell’altolocata clientela.
Non manca un’esaustiva documentazione tecnica dei vari natanti in circolazione sul Lario, dall’avvento della navigazione a vapore nel 1826 ai giorni nostri. Un occhio attento ha fotografato operai addetti alla manutenzione, comandanti al timone, postazioni di manovra, motori e cantieri, fondendoli armoniosamente nel paesaggio teatro di incontri romantici o di sanguinose battaglie. Una sezione del libro ricorda, infatti, la Festa navale del Lario ideata dal podestà di Como Carlo Baragiola in onore del principe ereditario Umberto di Savoia, in visita alla città per le Celebrazioni Voltiane del 1927.
Si possono conoscere e apprezzare le imbarcazioni artistiche, che con i loro nomi e i loro vessilli rimandano al sanguinoso periodo medievale, quando il lago fu teatro della cruenta guerra decennale tra Como e Milano. Un successo dell’epoca, come documentato dalle cronache, che farà sì che nel 1956 un gruppo di amici, con il consenso dell’allora Azienda autonoma di soggiorno e dell’Ente provinciale per il turismo, si attiverà per riproporre una manifestazione dalla vita breve. Nel 1958, infatti, nonostante il clima entusiasta che connotava l’iniziativa, vennero portati alla luce dal settimanale comasco Ul Tivan alcuni problemi legati a piazza Cavour, dove nelle ultime due edizioni si erano svolte le fasi conclusive della festa. La segnalazione mise in discussione l’intera iniziativa mai più replicata. Insomma, quello che viene messo in luce è un Lario dai molteplici aspetti, fruibili anche dai viaggiatori moderni, che possono provare l’emozione di soggiornare nelle strutture dove si sono avvicendati ospiti illustri, nonché di assaporare piatti della tradizione comasca, risalenti al primo grande cuoco della storia: Maestro Martino da Como, chef del patriarca di Aquileia e ciambellano papale.
L’introduzione è firmata da Oscar Calaprice, direttore generale della Gestione governativa dei servizi pubblici di navigazione sui laghi Maggiore, Garda e di Como.

Nella foto:
Un battello in navigazione sul Lario

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.