La Fondazione Volta: «Navigazione elettrica, impegno inderogabile»

estival della Luce, negli studi di Espansione Tv: Luca Levrini (presidente Fondazione Volta).

Il Ceresio si è dotato di un battello a propulsione elettrica che porta il suo nome ed entro il 2035 elettrificherà tutta la flotta. Intanto il Lario cerca di mettersi in pari nella corsa alla sostenibilità via acqua.
Si è tenuta sabato 11 e domenica 12 settembre, a Villa d’Este, la prima edizione di Villa d’Este Style – Electric Yachting, evento dedicato al futuro della mobilità elettrica sul lago realizzato in collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta e il Cantiere Ernesto Riva, iconico cantiere nautico del Lario che da 250 anni si occupa di costruzione, manutenzione e restauro di barche in legno, a vela, remi e motore, con una particolare attenzione negli ultimi anni a modelli elettrici di gran classe.
Proprio con Luca Levrini, presidente della Fondazione Alessandro Volta, Francesco Braghin, dell’EIT Urban Mobility del Politecnico di Milano, Marco Casiraghi di Montecarlo Solar & Energy Challenge, Lucio Fregonese dell’Università degli Studi di Pavia e Andreas Schimanski di Ecocoach AG, hanno discusso in quella occasione dello sviluppo della nautica elettrica e della celebrazione dei 140 anni della creazione dell’unità di misura Volt, che prende il nome dallo scienziato comasco inventore della pila, Alessandro Volta.
«Guardiamo con grande interesse a quanto avviene sul Ceresio a proposito di mobilità elettrica – dichiara Levrini – Al progresso di tale settore bisogna necessariamente associare una cultura che convintamente supporti, senza deroghe, ogni azione nel rispetto della natura. Il Lario è candidato naturale ad essere luogo di tutto questo, anche perché il concittadino Alessandro Volta amava la natura, la imitava a beneficio dell’uomo, la rispettava nel desiderio di integrarsi ad essa, esattamente come oggi potrebbe fare un motoscafo elettrico. Como ha le conoscenze e le risorse umane per essere protagonista nella navigazione elettrica, è un impegno inderogabile che ci siamo presi e infatti a metà ottobre promuoveremo un nuovo summit per non lasciar cadere le buone intenzioni messe in campo a settembre all’incontro di Villa d’Este. Non possiamo permetterci di perdere una simile occasione, abbiamo una camera di commercio che unisce Como e Lecco e come partner scientifici l’Insubria e il Politecnico. Obiettivo è arrivare a un sistema di colonnine per ricarica elettrica di natanti nel primo bacino del lago, come avviene con le auto elettriche sulla terraferma, anche in collaborazione con il Comune di Como, e naturalmente in vista di una mobilità sostenibile sia per il turismo che per i residenti, il primo attore da coinvolgere sarà oltre all’utenza privata la Navigazione Lago di Como, insieme all’Autorità di Bacino. Per ora solo qualche hotel permette la ricarica di natanti elettrici, dobbiamo arricchire l’offerta di colonnine per i privati e come detto spingere sulla navigazione elettrica di massa dato che tante altre realtà si stanno muovendo in tale direzione. Noi come ente aggregatore ci siamo, resta da capire se il Lario vorrà investire solo dei capitali o farsi anche laboratorio scientifico per studiare nuove soluzioni. Già la Camera di commercio ha commissionato uno studio per natanti elettrici senza conducente. La strada è tracciata».

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