La gioia di Cataldo, vincitore a Como: «Una grande soddisfazione sul tracciato del “Lombardia”»

Foto Massimo Paolone/LaPresse/Rcs. Dario Cataldo festeggia sul podio di Como

Grande gioia alla fine della tappa per Dario Cataldo, vincitore su strade che ben conosce, visto che vive in Canton Ticino e spesso si allena nel Comasco. Una affermazione arrivata dopo più 200 chilometri di fuga con il bergamasco Mattia Cattaneo. «All’inizio della salita di Civiglio – ha spiegato Cataldo – mi hanno detto del vantaggio sugli inseguitori, ma sapevo che avremmo potuto perdere tanto fino al Gran Premio della Montagna. Alla fine della discesa avevamo solo 30 secondi e sapevo che Mattia non avrebbe più tirato».
«Negli ultimi 1.500 metri sono riuscito a riprendere fiato e  recuperare  qualche  energia – ha aggiunto il trionfatore –  Ho voluto prendere il rettilineo finale in prima posizione, poi ho  dato tutto quello che mi rimaneva. Sono felicissimo per la mia prima vittoria al Giro anche perché è venuta in un modo che proprio non mi aspettavo».
Un Cataldo che non è arrivato nelle migliori condizioni alla frazione scattata da Ivrea. «Negli ultimi giorni non ero stato bene e nella notte avevo dormito male – ha aggiunto Dario – Alla partenza ero dubbioso, poi ho visto che la gamba è girata bene e sono partito in fuga. Mancavano 220 chilometri ma ci ho provato lo stesso e alla fine è arrivato un successo che mi dà grande gioia, visto che è giunto sulle stesse strade del “Lombardia”».
Decisamente motivato l’ecuadoriano Richard Carapaz, maglia rosa della corsa, anche per la presenza di tanti suoi connazionali che lo hanno voluto incoraggiare dal vivo lungo il percorso e al traguardo:  «I problemi meccanici, come quello che ha avuto Roglic, fanno parte del nostro sport – ha spiegato – Un giorno succede a un corridore, il giorno dopo può toccare a un altro, anche per questo il ciclismo è seguito da tante persone appassionate a questo sport».
«In questa tappa ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali – ha aggiunto – non l’ho perso mai di vista e alla fine è andata bene».
Dopo un giorno di pausa, oggi, domani si riparte con la Lovere-Ponte di Legno. «Ci aspetta un’ultima settimana difficile e i miei rivali per la classifica generale avranno tanto terreno per provare ad attaccarmi e recuperare tempo – ha concluso – Spero che alla fine sarò io ad essere incoronato vincitore del Giro d’Italia».
Vincenzo Nibali, sesto al traguardo e terzo nella classifica della “Corsa rosa” ha detto: «È stata una tappa molto dura. Il ritmo è sempre stato molto alto, sia a Sormano che nella scalata finale di Civiglio, quando sono andato all’attacco». Il siciliano si è poi soffermato sulla maglia rosa Carapaz: «Può essere un interlocutore importante per la vittoria nel Giro. Gli abbiamo lasciato molto spazio ed è stato uno sbaglio mio e di Roglic. Anche Yates è in ripresa. In classifica generale è lontano ma ha fatto vedere di essere in forma».
Protagonista di giornata anche Mattia Cattaneo, secondo al traguardo. La sua fuga con Cataldo rimarrà comunque nella memoria degli appassionati.
«Purtroppo Dario alla fine ha avuto un po’ più gamba di me – ha commentato – In volata non c’è stato niente da fare. Sono contento per essere arrivato a giocarmi la vittoria anche se logicamente arrivare secondo in questo modo mi lascia delusione».
Una curiosità sul trionfatore sul traguardo di Como. Cataldo, 34 anni, è tra più “anziani” corridori ad aver vinto per la prima volta una frazione al Giro d’Italia. Il record appartiene allo spagnolo Alejandro Valverde, campione del mondo in carica: aveva 36 anni quando si impose  nella sedicesima tappa ad Andalo nel 2016.

Dario Cataldo, vincitore della tappa di Como, riceve i complimenti di Alberto Contador
Foto Massimo Paolone/LaPresse/Rcs. Dario Cataldo, vincitore della tappa di Como, riceve i complimenti di Alberto Contador


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