La Lombardia traccia la nuova era del canottaggio

Canottieri sul lago

«L’emergenza per il Coronavirus ha portato al passaggio verso una nuova era per il canottaggio. Il mondo è cambiato. La nostra bravura dovrà essere quella di saperci adeguare e di trasformare in una opportunità quella che è stata, ed è, una emergenza».
Fabrizio Quaglino, comasco e presidente della Federazione regionale, traccia le linee guida per il futuro, che sono state discusse in una recente riunione con gli organizzatori del territorio.
Il tutto alla vigilia della consulta e del consiglio federale nazionale, previsti nella giornata di domani. La Lombardia porterà le sue valutazioni, con il ruolo di una regione che per l’intero movimento è trainante.
La riunione di domani sarà determinante anche per stabilire i calendari definitivi della parte finale della stagione 2020, con la proposta per le gare che dovrebbero andare in scena da qui alla fine dell’anno. In prima linea anche il centro remiero di Eupilio, sul Lago di Pusiano, che il 12 e 13 settembre dovrebbe ospitare un evento con centinaia di atleti. Sabato giornata dedicata ad Allievi, Cadetti e Master; domenica a Ragazzi e Senior.
«Sarà un canottaggio nuovo – ribadisce Quaglino – profondamente differente. Il primo aspetto da considerare sarà quello della sicurezza legata all’emergenza Coronavirus, che porterà a raddoppiare i costi. Nelle gare ci saranno nuove figure, come il Covid manager. La presenza di medici e operatori sanitari dovrà essere pagata molto di più rispetto ad ora. E poi, per la necessità di evitare affollamenti, aumenteranno i controlli sui campi di gara e a questo scopo dovranno essere ingaggiati gli steward, figure che finora nel nostro sport non si sono mai viste». Nelle aree potranno accedere soltanto gli addetti ai lavori. L’igienizzazione sarà indispensabile ad ogni livello, anche per i pontili che dovranno essere trattati almeno due volte al giorno.
Anche se tutto nasce da una emergenza, Quaglino vede questa necessità di cambiare come un fattore per modernizzare lo sport del canottaggio. «L’esigenza del distanziamento sociale – conclude – impone che molte pratiche debbano essere fatte in via telematica e questo può essere un aspetto di crescita. Va superata la fase delle scartoffie per iniziare quella del rinnovamento e di iscrizioni e controlli documenti attraverso i mezzi che ci offre la moderna tecnologia. Dobbiamo guardare avanti e trasformare questa situazione in una opportunità».
A fine luglio proprio la Lombardia farà da apripista con l’organizzazione di una regata virtuale, per testare il metodo di lavoro e i sistemi telematici che poi serviranno quando arriverà il momento di scendere per davvero in acqua.

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