La morte di Marco Borradori, Ticino sotto shock

Marco Borradori

Non ce l’ha fatta il sindaco di Lugano, Marco Borradori. Troppo gravi le conseguenze del malore accusato mentre stava facendo jogging, per prepararsi durante una pausa dagli impegni in Municipio alla maratona di New York e alla StraLugano.
Lo avevano trovato a terra martedì dopo mezzogiorno alcuni passanti, privo di sensi. Un ex operatore sanitario ha provato a rianimarlo per un’ora e ha chiamato i soccorsi.
Borradori aveva da poco compiuto 62 anni, sempre di recente era stato confermato sindaco di Lugano. Il suo cuore ha cessato di battere attorno alle 18 di ieri. L’annuncio è stato dato direttamente dal Municipio della città affacciata sul Ceresio.
Le speranze erano già poche fin dalla mattina, quando nel corso della conferenza stampa tenuta dai medici del Cardiocentro di Lugano, era stato evidenziato come si fosse legati «a un filo di speranza che si stava spegnendo». Il direttore sanitario Tiziano Cassina e il medico Giovanni Pedrazzini avevano parlato dei soccorsi, avvenuti per tentare di riparare a un «arresto cardiaco prolungatissimo». Evidenti fin da subito i danni irreparabili al cuore, ai polmoni e al cervello. Una agonia breve, che si è conclusa tragicamente ieri sera.
Se ne va così il volto più istituzionale e probabilmente il più mite della Lega dei Ticinesi.
Nato a Sorengo, comune montano che si affaccia proprio sull’abitato di Lugano, Borradori si era laureato in legge a Zurigo ed era avvocato e notaio.
Scelto da Giuliano “Nano” Bignasca tra gli uomini di punta della Lega dei Ticinesi, Borradori era stato eletto la prima volta 30 anni fa nel Consiglio nazionale. Una carriera bruciante la sua, che lo ha portato nel 1995 a diventare municipale (assessore) a Lugano, poi più volte in Consiglio di Stato e, nel 2013, per la prima volta sindaco.
«Una perdita che lascia tutto il Canton Ticino sotto shock» ha spiegato ieri a caldo il giornalista Dario Campione del “Corriere del Ticino” ieri sera in diretta al telegiornale di Etv.
«Borradori era conosciutissimo e apprezzatissimo da tutte le parti politiche e guidava la città più importante del Ticino», ha aggiunto.
Stretti i suoi legami anche con l’Italia, in particolare con i territori di Como e di Varese sui temi di cooperazione transfrontaliera.
Immediate le manifestazioni di cordoglio da parte delle maggiori autorità politiche oltreconfine. In un lungo post su Facebook, la Lega dei Ticinesi ripercorre le tante battaglie affrontate.
«Ogni ticinese oggi ha un ricordo personale di te, tanto eri popolare. Ed è un ricordo sicuramente bello», scrive commosso il consigliere di Stato leghista Norman Gobbi.
«È stato un privilegio condividere una parte di cammino con te», gli fa eco Lorenzo Quadri, consigliere nazionale. Ieri le prime reazioni anche dall’Italia, con Massimo Mastromarino, presidente dell’Autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla e il deputato della Lega, Paolo Grimoldi, la sindaca di Valsolda, Laura Romanò e l’ex sindaco di Casnate, Fabio Bulgheroni.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.