La nutria dell’hangar è diventata una “star”. Ma si teme la proliferazione

Nutria Cigno

Non sembra voler abbandonare il Lago di Como, dove pare abbia trovato un ambiente dove muoversi indisturbata. La nutria, di grosse dimensioni, avvistata tempo fa nei pressi dell’hangar, è ancora in città. Lo dimostrano i video e le foto che continuano ad arrivare in redazione a Espansione Tv o che si vedono sui social. L’animale – nella foto sopra in un “dialogo” con un cigno – è diventato una attrazione, anche si tratta di una presenza che va comunque monitorata.

«Non si tratta del primo esemplare segnalato in zona – ha spiegato Marco Testa, comandante della polizia provinciale di Como, che comprende anche la vigilanza ittico-venatoria – Le nutrie provengono dal bacino di Lecco e quelle che risalgono la sponda occidentale possono arrivare fino a Como».

Nutria Lago di Como


Le nutrie possono causare danni alle sponde perché hanno l’istinto di scavare, si riproducono in tana e possono portare alla scomparsa di specie vegetali. In alcuni casi hanno provocato anche crolli. Un problema molto sentito nelle zone di pianura lombarde e anche nella città metropolitana di Milano. L’animale è stato introdotto in Italia un secolo fa dall’Argentina per la produzione di pellicce. Poi, dall’inizio degli anni ’70, è iniziato il loro rilascio. «A Como al momento non dovrebbe portare problemi. Quando si creano delle colonie, si procede al piano di controllo numerico», ha chiuso Testa.

L’intervento di Coldiretti


Sull’argomento interviene Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. «Il problema, prima assente sul territorio, sta iniziando a investire areali sempre più consistenti, soprattutto nell’alta Brianza lecchese, ed è quindi opportuno correre ai ripari. Anche perché la questione rischia, nel giro di pochissimo tempo, di assumere proporzioni preoccupanti anche da noi».
«Di recente, il vicepresidente della Regione Lombardia e assessore a welfare Letizia Moratti ha proposto di istituire un tavolo tra gli assessorati interessati – aggiunge – e i rappresentanti degli agricoltori, un proposito che condividiamo».

Nutria e cigno
Nutria nel lago di Como, zona hangar Aero Club, passeggiata per villa Olmo

In agricoltura i danni provocati dalle nutrie, laddove presenti, sono molteplici. «Oltre a distruggere le coltivazioni – spiega il presidente – scavano le loro tane lungo l’argine dei fossi creando dei veri e propri tunnel che minano la tenuta del terreno, con il rischio di incidenti per chi è al lavoro nelle campagne vicine. Si nutrono di una grande varietà di vegetazione, hanno un impatto negativo anche su altre specie animali e possono costituire un veicolo di trasmissione di malattie come la leptospirosi. La loro proliferazione incontrollata, inoltre, spinge sempre più questi roditori anche nei pressi dei centri abitati. Si aggiungano poi i pericoli sulle strade: le nutrie invadono le carreggiate, provocando incidenti e mettendo in pericolo la sicurezza delle persone. Non è un caso quindi che la nutria sia stata inserita tra le 100 specie più dannose del mondo».
«Non si tratta solo di una questione agricola – continua Trezzi – Purtroppo siamo di fronte a un problema che riguarda anche la salute pubblica, la tutela ambientale e la tenuta idraulica. Per questo serve un’azione comune e condivisa, che tenga conto di tutti questi aspetti. Finora Regione Lombardia ha fatto sforzi importanti per arginare il problema e garantire in parte il contenimento di questi maxi topi. Adesso, con il rinnovo del piano di contenimento, è sempre più pressante l’esigenza di coordinare a livello centrale i singoli territori provinciali che allo stato attuale si stanno muovendo in autonomia».
Fortunato Trezzi conclude: «Un proliferare delle nutrie sul territorio lariano sarebbe deleterio: serve quindi un piano di intervento incisivo, con nuove risorse da mettere in campo anche a livello nazionale».

Nutria Lago di Como
Nutria nel lago di Como, zona hangar Aero Club, passeggiata per villa Olmo

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