La piaga dell’alcool, emergenza sottovalutata

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di Mario Guidotti

C’è un’emergenza sanitaria, che per molti versi è anche sociale, di cui poco si parla ed è ampiamente sottovalutata: l’eccesso alcoolico. A tutte le età, dai 13-14 anni in su, di tratta di una vera piaga. Nascosta nelle famiglie, minimizzata sui media, anzi a volte ostentata. Questo è sicuramente un controcanto che non trova terreno facile, ma siete sicuri che le famose parate di reduci, anche recentemente oggetto di peana su tutti i giornali, veicolino soli messaggi positivi? Sicuri che bere tra commilitoni e veterani faccia poi così bene? Siete certi che la solidarietà di certi “Corpi” non abbia talora un tasso etilico eccessivo? Fa sempre bene? Certo che no. È facile essere iniziati, è difficilissimo poi smettere.

Ancora, e l’argomento è altamente scivoloso perché va contro il comune pensare e di questi tempi è temerario andare in controtendenza, ma fanno poi così bene alla gente tutte queste fiere del vino, food and beverage vari e “spritz economy”? Ma conta la misura, è ovvio, dicono tutti i benpensanti ed i Soloni del prosecco. Basta bere poco per essere “smart”, per apparire “cool”, come nelle pubblicità televisive. Nelle quali se non vai all’“ape” sei uno sfigato, se non hai il bicchiere in mano non rimorchi manco morto.

Bene, sappiate che gli ambulatori medici ribollono di adolescenti con enzimi epatici alle stelle, gli ospedali sono pieni di adulti con i fegati a brandelli e le case di riposo di “ex-giovani” con i cervelli tipo formaggio svizzero, cioè pieni di buchi lasciati dall’alcool. E questi sono “solo” i guai sanitari, perché mai si dice che un incidente stradale su tre è causato dagli effetti dell’alcool. Beh, diranno i più cinici, se lo sono cercato, ma se guardate bene la maggior parte di vittime sono dei poveretti che si trovavano, mal per loro, a passare da quelle parti. Ciclisti, pedoni ed altri automobilisti inermi.

Ma come si fa a non accorgersi del fenomeno? Siete mai stati fuori da un bar dopo la fatidica ora dell’“ape”? Siete mai passati per le cosiddette “movide”? Non solo ragazzi, ma uomini e donne maturi che barcollano per l’alcool. Facce deformate, gambe piegate. Ma siamo sicuri di dover pagare tutto questo sull’altare del prodotto interno lordo? Perché il settore produttivo è trainante? I mass media nazionali inneggiano alle bollicine italiane, centinaia di servizi televisivi non parlano d’altro. Ma conta la misura, abbiamo detto! Ma chi la decide?

Spiegatelo voi ai cervelli adolescenti, privi di limiti. Ditelo voi ai ventenni-trentenni che se non hanno lo sballo non soddisfano il proprio io. Convincete voi i quarantenni ed oltre, sicuri di sapersi fermare.

E per finire in bruttezza, a che cosa credete che siano dovute le violenze in famiglia? Più di un delitto su due avviene tra le mura domestiche. Oltre due gesti violenti su tre sono causati dagli effetti dell’alcool. Dobbiamo andare avanti? Qualcuno vuole fare qualcosa per fermare questa mattanza quotidiana?

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