La tempesta perfetta sulle nostre strade

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

C’è davvero una distanza abissale tra la bella iniziativa di Ecomobility tenuta ieri nell’auditorium di “Corriere di Como” ed Etv e la settimana appena trascorsa in città. È l’incredibile stacco tra le soluzioni del futuro, ma già anche del presente, per il traffico e la realtà delle cose sulle nostre strade.

Riassumiamo i fatti, anche se ognuno ha purtroppo ben presente, impresse su di sè, le situazioni a cui ci riferiamo. Il lago in piazza ha spezzato il “girone” e mandato in tilt la circolazione dei veicoli. Un evento meno atteso  di altre volte, indubbiamente, causato da piogge e alluvioni avvenute altrove, nelle vicine province di Sondrio e di Lecco. Una circostanza, però, che ha fatto da moltiplicatore ai disagi derivanti da lavori sulla viabilità, avviati in concomitanza con la chiusura delle scuole. Così ci siamo ritrovati via per Cernobbio a senso unico alternato; un altro pezzo di città, tra via Leoni e le Caserme, bloccato da escavatrici e camion, oltre al pregresso del lunedì festivo in Svizzera con gran delizia di Tir e caos diffuso.

Nulla di nuovo si dirà, ma è stata la tempesta perfetta e, ancora una volta, l’inevitabile occasione per riflettere sugli effetti visibili delle nostre ataviche inadeguatezze. Quando il lago si affaccia fuori dalla sua sede, è inevitabile tornare alla questione delle barriere antiesondazione mai compiute. A proposito, detto en passant, un’altra settimana è passata senza che fosse onorata la promessa della Regione di comunicare lo sblocco del cantiere di Tavernola d’appoggio ai lavori. Nè ci si mostra previdenti e capaci di integrare i servizi di trasporto pubblico in occasioni eccezionali. In questo caso, pensiamo ai paesi della Lariana bloccati con serpentoni di auto in coda per via dell’uscita del lago a Como, senza che fossero minimamente potenziate le corse dei battelli della Navigazione.

Per altri versi, tutti coloro che hanno desiderato abbandonare l’auto si sono ancora una volta imbattuti nella carenza di parcheggi e, magari imprecando, si sono ricordati che un tempo, trent’anni fa, era stata ipotizzata una metropolitana leggera sul sedime delle ferrovie Nord, con fermate strategiche in tutta la città…

Risultato finale: la forbice di cui si diceva tra gli studi, le idee, le realizzazioni concrete frutto di ecomobility e l’amara realtà comasca. C’è molto da imparare e chi ieri era al convegno di via Sant’Abbondio ha capito e l’ha apprezzato. Ma c’è anche molto da fare e siamo, come sempre, all’anno zero.

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