La piscina Sinigaglia torna in Tribunale

altLa storia che va pezzi
Il mosaico che riveste la vasca si distacca e il Comune si rivolge ai giudici. Niente tuffi
Non c’è davvero pace per la piscina Sinigaglia. A soli 7 anni dalla conclusione del restauro costato al Comune di Como un calvario legale e una spesa complessiva vicina ai 3 milioni di euro, sembra quasi di essere tornati al punto di partenza. È notizia di ieri, infatti, l’approdo in Tribunale dell’ennesima magagna che affligge la storica struttura. Ovvero, il copioso distacco di tessere dal mosaico pregiato che riveste tutta la vasca. Un materiale nobile, posato definitivamente soltanto tra la fine del 2006 e il 2007, a conclusione dell’infinita vertenza legale che oppose il Comune con la prima azienda incarica di restaurare l’impianto.

Il problema, però, è che già a partire dallo scorso anno le prime parti del rivestimento iniziarono a staccarsi. E, da quel momento, il fenomeno non si è più arrestato. Tanto da lasciare ormai la vasca “nuda” per ampie superfici e soprattutto renderla pericolosa per l’emergere di parti taglienti. E a dispetto dell’ottimismo professato da Palazzo Cernezzi tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, quando la decisione di chiudere la vasca dal primo luglio fu accompagnata dall’ottimistica promessa di una riapertura ai primi di settembre, le cose sono andate molto diversamente. 

L’amministrazione, infatti, ieri ha alzato bandiera bianca e ha comunicato ufficialmente di aver portato in Tribunale la questione. Il prossimo 2 settembre, quindi, si svolgerà la prima udienza per il ricorso del Comune volto ad accertare lo stato della vasca della piscina Sinigaglia. Quel giorno, il giudice procederà con la nomina dei periti che dovranno indagare cause e responsabili del distacco delle piastrelline di rivestimento della vasca. L’appiglio per addebitare i danni all’impresa che restaurò l’impianto è l’articolo 1.669 del Codice Civile che, in sintesi, afferma che, in casi simili, si può “costringere” un’azienda a ripristinare lo stato dei luoghi se i lavori originari non risalgono a più di 10 anni addietro e se la denuncia dei danni viene fatta entro un anno dalla scoperta.
Soltanto una volta conclusa la fase di indagine, si potrà procedere con i lavori di sistemazione della vasca. Ma questo, fatalmente, già significa che per qualche settimana (a essere ottimisti) tuffarsi nella Sinigaglia sarà impossibile.
«Per capire quando potremo riaprire al pubblico la piscina – spiega Marco Benzoni, direttore di Csu, la società che per conto del Comune gestisce l’impianto – dobbiamo aspettare l’incontro del 2 settembre. A quel punto mi auguro che si possano programmare i lavori e quindi definire un cronoprogramma».

E.C.

Nella foto:
Il prossimo 2 settembre si svolgerà la prima udienza per il ricorso volto ad accertare lo stato della vasca della piscina Sinigaglia. Quel giorno, il giudice procederà con la nomina dei periti che dovranno indagare sul distacco delle piastrelline di rivestimento della vasca

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