La proposta: Daspo urbano sulla movida per chi non rispetta le regole

Albate, controlli e posto di blocco della polizia locale, via Canturina (Piazza del Tricolore) direzione Cantù

“Daspo urbano” per chi non rispetta le regole della Fase 2, in particolare contro gli assembramenti che anche a Como si sono formati in un paio di piazze della cosiddetta movida.
Lo propone il capogruppo di Civitas in consiglio comunale, Bruno Magatti. Ieri era stato il sindaco di Como a rivolgersi ai residenti con una lettera aperta, facendo un appello diretto sui rischi sanitari di tali comportamenti. In altre zone d’Italia e della Lombardia si è già intervenuto da giorni.
A Brescia, ad esempio, è scattato il coprifuoco. A Como si aspetta il prossimo weekend, con Mario Landriscina che si è detto disposto a chiudere.
Il dibattito è diventato subito anche virale e politico, a Palazzo Cernezzi. Tra i pareri dei capigruppo, la proposta di Magatti merita sicuramente un approfondimento. Il Daspo urbano infatti, sul modello di quello sportivo, adottato in Italia dal 1989, consente a sindaco e prefetto di multare e stabilire il divieto di accesso ad alcune aree della città. «Da una parte abbiamo il diritto di riprendere una vita normale, in particolare per gli esercenti e i giovani, dall’altra il rischio sanitario è ancora latente – dice Magatti – Giusto dare fiducia alle persone, ma la situazione va controllata in modo serio e rigoroso, dove ci sono gli abusi. Anche per non criminalizzare gli esercenti e i giovani seri e per bene. Per il tifo sportivo il Daspo ha funzionato».
Secondo Alessandro Rapinese, capogruppo di Rapinese Sindaco, Landriscina dovrebbe intervenire immediatamente. «Ci sono norme precise che vanno fatte rispettare – spiega – Non si deve inventare niente. Non servono gli appelli alla salute e alla responsabilità. Li trovo perfino patetici. Faccio io un appello al sindaco semmai. Vorrei sapere cosa sta facendo per la salute dei cittadini e per la ripresa economica di Como? L’unico provvedimento che ha varato riguarda il bando per le manifestazioni di Natale. Il sindaco sa già che a dicembre saranno possibili assembramenti nelle piazze di migliaia di persone? Voglio proprio vedere come verranno effettuati i distanziamenti. Farebbe meglio a dimettersi».
Enrico Cenetiempo, capogruppo di Forza Italia e imprenditore con un bar in centro storico, crede che solo con le regole e il buonsenso si possano affrontare le situazioni. «Non possiamo rischiare di tornare indietro, anche per il rispetto di tante vite umane, di medici e infermieri che sono morti per curare chi andava in ospedale – dice Cenetiempo – Non so quanto siano utili le multe. Ma serve la presenza delle forze dell’ordine che invitino i ragazzi a spostarsi dalle piazze con maggiore affluenza. Basta davvero poco».
Sulla stessa linea Matteo Ferretti e Fabio Aleotti, rispettivamente capogruppo di Fratelli d’Italia e del Movimento Cinque Stelle. «La voglia dei giovani di uscire di casa e riprendere una vita normale è comprensibilissima – spiega Ferretti – ma vanno tutelati la salute di tutti e il diritto del sistema economico di lavorare. Sono per controlli severi. Le regole ci sono, ma non è giusto gettare la croce sugli esercenti, che anzi vanno tutelati». «Dobbiamo appellarci ai ragazzi che sono stati i più coinvolti nel periodo di austerità – dice Aleotti – Ma anche tutelare gli imprenditori del commercio che si sono messi in regola con tanti sforzi per riaprire. Senso civico, rispetto delle istituzioni e delle regole ci salveranno da un nuovo stop».
Stefano Fanetti, capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi, conclude la carrellata tra i politici. «L’amministrazione non può limitarsi a una lettera aperta. Deve fare assolutamente di più per sensibilizzare chi, tra i cittadini, dopo mesi di reclusione in casa, potrebbe accogliere con troppo entusiasmo la ritrovata libertà. Serve una massiccia campagna di comunicazione da parte del Comune che impieghi cartellonistica e, specialmente, messaggi social», conclude.
Ieri mattina intanto, il prefetto, Ignazio Coccia, ha convocato una riunione proprio sui problemi di ordine pubblico emersi in seguito dell’allentamento delle restrizioni legate al lockdown.
Presenti i vertici delle forze dell’ordine, il presidente della Provincia e i sindaci di Como, Cantù, Mariano, Erba e Tremezzina (Mauro Guerra, quale presidente di Anci Lombardia). Sul tema della “movida” e degli assembramenti nei parchi si procederà «a un attento monitoraggio della situazione» «in attesa di «linee d’azione condivise», si legge nella breve nota.

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