La proposta shock dell’ex assessore Binda: «Per far ripartire la città ci vorrebbe un commissario»

Nini Binda

La crisi di Palazzo Cernezzi, con le dimissioni dell’assessore Vincenzo Bella, arrivate dopo le critiche del collega di giunta Marco Galli, hanno gettato l’amministrazione nella confusione. E in attesa di capire come il sindaco Mario Landriscina correrà ai ripari, c’è chi critica duramente la situazione di stallo in cui sembra essere piombata la città. Nini Binda, imprenditore ed ex assessore dell’era Botta, usa la linea dura. «Dopo le dimissioni di un assessore, che in realtà avrebbero dovuto essere due (il riferimento è all’assessore Galli, ndr), far finta che non sia successo niente e che si possa ripartire con lo spirito dei mesi passati sarebbe un errore grave. A questo punto sarebbe meglio l’arrivo di un commissario. Così si azzererebbe tutto e si potrebbe puntare alle elezioni con rinnovato slancio per poi ripartire». Una soluzione shock che, secondo Binda, potrebbe dare la scossa necessaria a far rinascere la città sia dal punto di vista politico ma anche a livello della società civile. «Como è la mia città, mi addolora vedere come arranca e soffre – dice Binda – e quello che più mi preoccupa è l’assenteismo civile. Farsi i fatti propri sembra essere la regola più diffusa nella classe dirigente cittadina. Invece sarebbe decisivo che tutte le componenti di cui è formato il tessuto socio-economico avessero più a cuore le sorti della città». Sullo sfondo la preoccupazione per il futuro. «Fare il sindaco a Como non è facile e a Palazzo Cernezzi si stanno accumulando progetti irrisolti. La gestione della grande industria municipale, dove si producono i servizi fondamentali per la cittadinanza e dove si stabilisce il futuro, ha bisogno di personaggi che devono essere liberi di scegliere i collaboratori, come gli assessori. Cosa che avviene solo in parte. Nelle scelte elettorali non ci si deve limitare alle qualità umane oppure al blasone partitico di appartenenza, ma occorre cercare una persona con una mente imprenditoriale e indipendente da tutto ciò che non è strettamente connesso al bene della città e ovviamente dei cittadini».
Il rimpasto
Intanto a Palazzo Cernezzi si lavora per “aggiustare” la squadra di Governo. In base alle ultime indiscrezioni, i lavori proseguono febbrilmente, ma ci vorranno almeno ancora 10 giorni per poter capire come si riassesteranno gli equilibri a Palazzo Cernezzi. Sicuro, come più volte detto, il rientro di Forza Italia che però avrebbe messo come condizione imprescindibile quella di avere due assessorati. Quello ovviamente lasciato libero da Vincenzo Bella (Mobilità, Trasporti e Edilizia pubblica tra le sue deleghe di maggior peso) e quello di Carola Gentilini (Turismo e Cultura), che già sarebbe da tempo al corrente dell’imminente uscita dalla giunta. I nomi necessari a coprire queste due caselle vengono cercati fuori dal gruppo consiliare. Sembra intanto tramontato definitivamente il possibile ingresso in giunta di Mauro Caprani, sindaco di Barni e coordinatore provinciale azzurro.

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