La scomparsa di Pinto: il ricordo di Enrico Gelpi. Domani l’ultimo saluto

Lancia Stratos Pinto

Domani alle 14.30 nella chiesa di San Fedele Intelvi l’ultimo saluto a Raffaele “Lele” Pinto, il rallista comasco scomparso all’età di 75 anni. La cerimonia si svolgerà nella chiesa del paese con le limitazioni di questo periodo di emergenza sanitaria.
Nelle ultime ore sono state numerose le manifestazioni di cordoglio giunte ai familiari o espresse pubblicamente da chi aveva conosciuto il campione lariano.
Del resto la sua carriera è stata ad altissimi livelli, anche se in tempi lontani, quasi pionieristici, della specialità. Tra i successi spiccano il Campionato europeo nel 1972 – in un periodo in cui la vittoria continentale valeva come un Mondiale – e, due anni dopo, la affermazione con una Fiat 124 Abarth al rally del Portogallo, valido per la serie iridata, che nel frattempo era stata istituita.

Raffaele Pinto
Raffaele Pinto

Raffaele “Lele” Pinto è stato poi uno dei più importanti collaudatori del gruppo Fiat-Lancia quando la casa torinese era ai vertici nel rallismo internazionale. Un contributo dietro le quinte, il suo, ma di fondamentale importanza per raggiungere i vertici del motorsport.
Tra le affermazioni, non va poi dimenticato il primo posto, con una Ferrari 308 Gtb, al Rally dell’Autodromo di Monza nel 1979, proprio la corsa che in questo 2020 ha chiuso il Mondiale Wrc e che è andata in scena lo scorso fine settimana.
Pinto viveva all’Isola d’Elba ed è scomparso all’ospedale di Cecina, dove era stato portato in elicottero, ma è da sempre rimasto legato alla sua terra di origine: era nato nel 1945 a Casnate con Bernate ed aveva una casa in Valle Intelvi, dove tornava ogni Natale e riuniva i suoi amici. Tra loro, il presidente dell’Aci di Como Enrico “Chicco” Gelpi, che con queste parole ricorda il compianto pilota: «Io e Pinto ci conoscevamo esattamente da 50 anni – spiega – Io ne avevo 15 e mi ricordo che ci siamo incontrati proprio a San Fedele. All’epoca lui era già un conduttore conosciuto e ovviamente per noi giovani era bello avere a che fare con un mito. Io ovviamente ero già appassionato di motori e seguivo le sue gare».

Enrico Gelpi
Enrico Gelpi (presidente Aci Como)

«Da quel periodo abbiamo portato avanti la nostra amicizia – spiega Gelpi – ed era piacevole ritrovare “Lele” per la consueta cena di Natale che organizzava nella casa di San Fedele Intelvi. Un appuntamento fisso a cui invitava amici comaschi e anche piloti e navigatori con cui aveva condiviso l’abitacolo e le trasferte negli anni in cui correva».
Il presidente dell’Aci ricorda quei momenti con un sorriso: «Un evento sempre molto atteso. Pinto, oltretutto, era anche un bravissimo cuoco e cucinava una cazzuola fantastica. Di solito si saliva in macchina con Gianni Del Zoppo, unico astemio del nostro gruppo, come autista, visto che a tavola non mancavano ottimi vini e poi, come da tradizione, andava bevuta un po’ di grappa».
«Anche se non molto spesso ci vedevamo e sentivamo – afferma ancora Gelpi – Quando andavo all’Isola d’Elba una visita non poteva mancare. Lo avevo anche chiamato di recente per mandargli una foto che aveva apprezzato: la Fondazione Gino Macaluso per l’auto storica ha infatti organizzato una visita al suo museo, che conserva una serie di auto che hanno scritto la storia dei rally».
Tra queste c’è proprio una Lancia Stratos che all’epoca era stata guidata da Pinto: «Ho scattato la foto e gliel’ho spedita subito; del resto “Lele” è stato uno dei migliori piloti di una vettura leggendaria come la Stratos. Mi ha fatto piacere che in quel contesto ci fosse proprio una auto da lui condotta».
Massimo Moscardi

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