La sfida del Carducci, cultura sulle barricate

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Due edifici di Como consacrati alla cultura,  uniti dallo stesso anno di nascita, il 1910, ma separati dal destino oltre che da pochi passi. Da una parte l’ex cineteatro Politeama di piazza Cacciatori delle Alpi, rudere appeso a un filo e Comunale per oltre l’80% ma chiuso dal 2005. L’altro, l’istituto Carducci di viale Cavallotti 7, fondato dall’ingegnere Enrico Musa, pure comunale ma affidato  in uso gratuito all’omonima associazione (obiettivo da mantenere  i 500 soci), finché durerà. I lavori di manutenzione straordinaria a carico di Palazzo Cernezzi in agenda non sono pochi, così come gli interventi a tutela e promozione delle collezioni (archivi, Museo Casartelli, biblioteca) che la struttura meriterebbe nel rispetto di un Dna che la vuole casa della cultura aperta a tutta la comunità.  Forte anche di un contributo di Fondazione Cariplo (circa 50mila euro), l’associazione Carducci ha varato la nuova stagione con un corposo programma  tra conferenze, teatro, musica e  i tradizionali corsi di belle arti. Obiettivi ambiziosi costellano il calendario  2019-2020: ciò fa onore ai volontari che animano il sodalizio comasco, posto di fronte alla sfida di tempi che cambiano  e mettono a disposizione del pubblico un’offerta culturale variegata e su più fronti. La concorrenza non spaventa però il Carducci, tanto che si punta a conquistare nuovo pubblico specie tra i giovani. Un compito arduo ma necessario visti i tempi di impoverimento culturale che patiamo. Sfida nella sfida è l’evento di stasera alle 21, debutto del cartellone musicale a cura di Antonietta Loffredo e Sabina Concari. Le danze si aprono con un’opera messa in scena nel salone “Musa” del Carducci in versione da camera ma integrale, a eccezione dei cori.  È il  “Don Pasquale”, opera buffa in tre atti di Gaetano Donizetti. Ingresso 10 euro per i non soci, libero per i tesserati. Un’ora e mezza di  allegria e ottima musica dal vivo, proposta da professionisti in un luogo storico che non va dimenticato.

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