La variante della Tremezzina unisce anche la politica

Variante della Tremezzina

Il consiglio di amministrazione dell’Anas ha approvato ieri il progetto definitivo della variante della Tremezzina. La procedura di gara per l’appalto integrato (vale a dire, l’appalto congiunto della progettazione esecutiva e dei lavori) potrà quindi essere avviata entro la scadenza prevista di fine 2019. Per una volta, però la notizia potrebbe essere un’altra: ovvero, la firma congiunta di quattro esponenti della politica comasca – due di maggioranza e due di opposizione – in calce a un comunicato il cui titolo varrebbe la pena conservare a futura memoria.

Un comunicato, preparato da tempo e spedito ieri alle redazioni dei media locali, in cui si parla di un risultato raggiunto «grazie al lavoro corale delle istituzioni e dei politici del territorio». Scrivono Chiara Braga (deputata Pd), Alessio Butti (deputato di Fratelli d’Italia), Ugo Parolo (deputato della Lega) e Mauro Guerra (sindaco di Tremezzina): «Si è compiuto un passaggio fondamentale nel quale, come rappresentanti del territorio, abbiamo agito in modo corale per raggiungere l’obiettivo. Negli ultimi due mesi, a conoscenza della necessità di reperire quasi 200 milioni di investimenti aggiuntivi, abbiamo lavorato con senso di responsabilità e senza polemiche e dichiarazioni a effetto, per risolvere il problema.

Ciascuno per la propria parte ma in costante contatto e coordinamento, nei rapporti con Anas, ministro delle Infrastrutture, Regione Lombardia. Nei vertici di tutte le istituzioni interessate abbiamo trovato disponibilità, consapevolezza dell’importanza dell’opera e volontà di trovare una soluzione per garantire il finanziamento integrale e l’avvio dell’appalto nei tempi previsti. Ora il nostro impegno continuerà perché questa opera dovrà essere pronta per le Olimpiadi invernali del 2026».
Se non fosse nero su bianco, si potrebbe stentare a credere che anche la politica comasca è in grado di fare squadra. Eppure è successo, e forse la lezione della variante della Tremezzina potrebbe servire da modello per altre questioni simili, prima tra tutte la tangenziale della città.

Al coro bipartisan di Montecitorio va anche aggiunto il commento altrettanto positivo e dialogante del presidente del consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi, esponente di Forza Italia. Il quale, sempre ieri, ha ricordato come «pazienza, tenacia, gioco di squadra, caparbietà, una manciata di ottimismo e un pizzico di sana follia» siano «gli ingredienti necessari per realizzare i sogni. Sul territorio lariano abbiamo dimostrato che questo è possibile, che i sogni, talvolta, possono davvero diventare realtà. Bisogna crederci, tanto, e lavorare, lavorare insieme, senza mai arrendersi».

La notizia dell’approvazione del progetto della variante della Tremezzina, ha aggiunto Fermi, «è il coronamento di un percorso e di una battaglia che qui, in Regione Lombardia, abbiamo condotto con forza in questi ultimi anni assieme ai sindaci e agli amministratori locali lariani. La Regione ha sempre creduto e investito fortemente su quest’opera, al punto da aver assicurato da subito la copertura di un terzo delle spese, mettendo a disposizione 110 milioni di euro. Ora l’auspicio è ovviamente che non si perda più ulteriore tempo e che l’opera sia realizzata entro il 2026».

Insomma, tutto bene ciò che finisce bene. Anche se per arrivare a questo punto sono serviti 20 anni, non tutti vissuti d’amore e d’accordo dai rappresentanti comaschi in Parlamento e in Regione. Venti anni che avrebbero potuto essere molti meno se il sistema di collaborazione oggi ribadito in forma ufficiale fosse stato adottato sin dal primo istante. Venti anni in cui decine e centinaia di volte i cittadini del Centro e dell’Altolago sono rimasti imbottigliati nelle infernali code lungo la Regina. Venti anni, lo stesso tempo nel quale gli svizzeri hanno ideato, progettato e realizzato il più lungo tunnel ferroviario del mondo.
In ogni caso, oggi il bicchiere è decisamente mezzo pieno. Un territorio in fortissima crescita soprattutto nel settore turistico-alberghiero potrà avere una via di collegamento Nord-Sud finalmente in grado di assorbire flussi di traffico diventati, negli ultimi anni, insostenibili.

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