L’aereo e il grattacielo di Cattelan anticipati da Parisi

Ico Parisi

Da “Il Giornale” a Dagospia, scoppia sul web e sui media una polemica di mezza estate che accende i riflettori su un tesoro dell’arte contemporanea comasca. La mostra aperta fino a febbraio Breath Ghosts Blind dell’artista di fama internazionale Maurizio Cattelan ha come opera simbolo Blind, un jet incastonato in un grattacielo, una monumentale scultura di 18 metri esposta all’Hangar Bicocca di via Chiese 2 a Milano. Che riprende il tema di un’opera di Ico Parisi esposta in Pinacoteca a Como. Citazione? Plagio? Le cose stanno diversamente.
Roberta Lietti, gallerista di Ico Parisi e responsabile dell’Archivio Design Ico Parisi, ha scritto forse il testo più importante sul suo lavoro: “Ico Parisi – Design – Catalogo Ragionato 1936-1960” edito da Silvana Editoriale. E attualmente sta lavorando sulla biografia di Luisa Aiani Parisi e su La Ruota: ceramiche e vetri. «Dell’opera di Ico esistono varie versioni – dice Roberta Lietti – la polemica su Cattelan  mi sembra reggersi su una indiscutibile somiglianza di forma ma divergere nettamente nella sostanza. Cattelan intitola la sua opera “Blind” con chiaro riferimento all’attentato terroristico dell’11 settembre 2001, bloccando però l’attimo in cui l’aereo penetra nel grattacielo quasi a voler fissare per l’eternità l’atto di distruzione. Parisi crea invece un ossimoro: l’architettura, arte superiore in assoluto, arriva a “sigillare” in sé (da qui il titolo di “Sigillo”, che è il vero titolo dell’opera) la tecnologia del movimento, in questo caso un aereo, trasformandolo in elemento architettonico. È l’architettura il soggetto, nella sua forza quasi salvifica per l’umanità, tant’è vero che tutto il percorso artistico-culturale- esistenziale di Parisi si concentra sul concetto di “architettura” (il riferimento ai suoi maestri – Terragni e Sartoris ma anche ai Magistri Comacini –  è chiarissimo)».
Tra l’altro, ci informa Roberta Lietti, «l’aereo murato fa parte di una serie di sigilli che furono sia rappresentati in vari modi artistici (maquettes – dipinti – collages fotografici, ecc.) ma soprattutto realizzati come installazioni urbane (da ricordare l’auto murata del 1991 in piazza Cavour – opera già proposta al Pac di Milano e prima ancora a Roma e a Bruxelles), oppure la moto murata o anche i televisori murati. A questi “sigilli” seguono poi alcuni lavori pittorici intitolati “Architettura dopo” dove nell’ipotetico grattacielo sono inserite delle auto».
«Cattelan è un artista straordinario per intelligenza e furbizia – conclude Lietti – Ho sempre amato le sue opere e seguo il suo lavoro fin dagli esordi (stupidamente non ho acquistato, anni fa, e costava poco, il suo tappeto “Bel paese” che ora è al Castello di Rivoli). Sono sicura che Parisi sarebbe stato felicissimo di conoscerlo e, essendo i due dotati di grande ironia e spirito sarcastico, si sarebbero divertiti insieme. Sarebbe bello se Cattelan venisse a Como ad ammirare di persona il dipinto di Parisi in Pinacoteca».

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