L’anellone che si spezzò nel 1529

La storia
«Cento paia di buoi non avrebbero tratto fuori detto anello e le pietre dove era infisso erano murate con calce stabile e ferma». La deposizione di un testimone oculare descrive così il miracolo avvenuto sul ponte di San Bartolomeo il Giovedì Santo del 1529, quando al passaggio del Santissimo Crocifisso la catena di ferro che ne ostacolava il transito si spezzò e si staccò dal muro, trascinando con sé una gran quantità di pietre. A distanza di secoli la città di Como continua a conservare le tracce di quel prodigio.

Segni tangibili, nel vero senso della parola, come l’anello cui era attaccata la catena del miracolo, oggi esposto all’esterno della chiesa di San Bartolomeo, in via Milano. Situato sullo spigolo destro della facciata, è incastonato in una lapide di granito che ricorda il prodigio e recita: “Anellone del miracolo del SS. Crocifisso Giovedì Santo 1529”. 

Appartenuto ai fratelli Terraneo e poi a Desiderio Cairoli, l’anellone venne ceduto nel 1848 a San Bartolomeo.

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