L’anno elettorale riparte dalle sfide di Cantù e Mariano

Schede elettorali con scrutatrice

Ad aprile si voterà anche per il consiglio provinciale

Il 2019 sarà ancora una volta un anno elettorale. Cosa non nuova, almeno in Italia. Dove le scadenze con le urne sono spesso ravvicinate e condizionano in modo eccessivo il dibattito politico e le stesse decisioni di partiti e governi.
In primavera si voterà per le Europee, elezioni generali che saranno anche la prima verifica del consenso all’esecutivo gialloverde. Nella stessa data, probabilmente, si voterà anche per il rinnovo – in provincia di Como – di 94 Comuni (su un totale di 149, vale a dire quasi i due terzi di tutte le amministrazioni locali).

Dopo soli due anni si tornerà a votare a Cantù, seconda città del Comasco, dove il sindaco leghista Edgardo Arosio è stato costretto a lasciare a causa dell’ormai famosissimo contratto di servizio siglato tra il Comune e l’azienda di famiglia del fratello. E andranno alle urne anche i cittadini di Mariano Comense, terzo agglomerato per numero di abitanti del Lario. In questo caso la scadenza del mandato è “naturale”, ma le sorprese non mancheranno, dato che il sindaco uscente, Giovanni Marchisio, ha ormai rotto con il centrosinistra, la coalizione che lo aveva sostenuto nel 2014.

I partiti lavorano da mesi alle liste e ai candidati. Il centrodestra dovrebbe formalizzare un accordo per i centri maggiori dopo la metà di gennaio, data in cui il direttivo provinciale della Lega sarà chiamato a esprimersi in modo formale sull’alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Liste comuni sarebbero già pronte anche a Lurate Caccivio e Ponte Lambro.
Sul fronte del centrosinistra il discorso è un po’ diverso. Il Partito Democratico tenterà come negli anni scorsi di aprire le sue liste soprattutto a forze civiche, data anche la frammentazione che distingue al momento la galassia politica alla sinistra dello stesso Pd.

A Cantù potrebbe in realtà nascere l’esperimento più interessante, ovvero l’intesa con Lavori in corso, il raggruppamento civico che nel 2012 aveva addirittura vinto il ballottaggio con la Lega portando al governo della città Claudio Bizzozero. I contatti tra i Dem e Lavori in corso ci sono, per sapere come andrà a finire serve però ancora tempo.

Ad aprile, qualche settimana prima del voto europeo e amministrativo, si rinnoverà anche il consiglio provinciale. In questo caso, però, voteranno soltanto i consiglieri comunali e non i cittadini.

Dopo l’inattesa vittoria di Fiorenzo Bongiasca, che per soli 63 voti aveva sconfitto lo scorso 31 ottobre il candidato del centrodestra Pierluigi Mascetti, la partita appare aperta. Lega e Forza Italia potrebbero trovare un’intesa e presentare una lista unica soprattutto per evitare di favorire, con i resti, il Pd. Quest’ultimo, proprio grazie a Bongiasca, tenterà di allargare il più possibile la sua lista alle formazioni civiche e all’area centrista.

È possibile che il risultato sia al fotofinish, così come accaduto per l’elezione del presidente. Molto dipenderà dall’affluenza, che a ottobre era stata del 59,9%

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