L’assessore Butti: «Nella Ticosa del futuro parcheggi e più verde non bastano»

convegno Città del futuro

Tra «visioni», «suggestioni» e «idee» più o meno razionali, più o meno praticabili, nel futuro della Ticosa è tornato a fare capolino anche ieri il tanto agognato parcheggio. Invocato da molti, preteso dalla Lega e da Forza Italia, indicato persino dai sondaggi popolari come la scelta più urgente, il parcheggio ai piedi della Santarella viene vissuto ormai alla stregua di una panacea. In grado di risolvere ogni genere di problema in città.
Vero o falso che sia, la questione esiste. E rischiava, anche nella discussione del convegno organizzato ieri mattina da COstruiaMO, di tornare a essere centrale. Rischiava. Perché alla fine – con una buona dose di coraggio politico – l’assessore all’Urbanistica di Como, Marco Butti, ha detto chiaro e tondo che il destino della Ticosa non potrà essere (soltanto) un parcheggio. «Sarebbe una sconfitta per la città», No, quindi, a soluzioni minimali. Quelle che tanto piacciono a chi vuole dare risposte immediate ai desideri dell’elettorato, rinunciando a guardare lungo.
Beninteso: il parcheggio si farà. Ma alla fine della bonifica. E non senza criterio. Dato che l’autosilo a cielo aperto costerà «alcune centinaia di migliaia di euro», ha detto il sindaco, facendo capire di non avere alcuna intenzione di buttare via moltissimi soldi pubblici soltanto per alimentare il consenso dei partiti di maggioranza.
«Oggi siamo di nuovo nella condizione di discutere liberamente della Ticosa, anche recuperando vecchie idee e suggestioni – ha detto Butti facendo riferimento ad alcuni progetti citati nell’introduzione del convegno da Pino Zecchillo – Tutto questo ci permetterà di delineare una proposta urbanistica, non un progetto». Nelle intenzioni del centrodestra c’è quindi la volontà di «avanzare un indirizzo urbanistico» che tenga conto di «tutte le proposte» e «faccia perno attorno all’uso pubblico dell’area».
Butti ha citato, tra gli altri, anche l’dea di hub creativo lanciato alcuni mesi fa da Officina Como, parlando di «spunti interessanti». Una posizione un po’ distante da quella del sindaco, che ha invece ribadito una sua contrarietà al progetto, giudicato poco sostenibile sul piano finanziario, quantomeno per il Comune.
Parcheggio sì ma non subito e non a qualunque costo, quindi. No invece a centri commerciali e residenze. In questo senso, assessore e sindaco sono stati chiari e hanno ripreso quanto emerso ad esempio dall’analisi del presidente della Fondazione Volta, Luca Levrini, il quale ha rilanciato gli esiti del sondaggio ideato proprio dalla Fondazione e restituito da circa 1.400 cittadini.
Su una lunghezza d’onda simile pure il presidente degli edili di Como, Francesco Molteni, che ha ricordato la «simbolicità» della Ticosa e ha chiesto agli amministratori del capoluogo di coniugare «visione e sostenibilità» dei possibili progetti.
«Pensare oggi alla riqualificazione della Ticosa – ha risposto l’assessore Butti – significa innanzitutto collegare tra loro punti strategici della città: l’asse di viale Innocenzo, l’ex scalo merci, la via Gallio, la via Torriani, la dogana e Sant’Abbondio».
Slegare la Ticosa da questo «insieme» sarebbe un grave errore che la giunta pensa di scongiurare affidandosi anche al tavolo informale sull’urbanistica al quale partecipano gli ordini professionali e le categorie sociali ed economiche. «Il nostro obiettivo – ha concluso Butti – è fare in modo che questa ampia discussione sfoci in un progetto con un mix funzionale: non soltanto il trasferimento del Comune, ma creazione di spazi pubblici accessibili e “vivi” 24 ore al giorno. Per questo, parcheggio e più verde da soli non bastano».

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