L’assessore Cavadini: prezzi più alti dei parcheggi contro la sosta dei pendolari per rivitalizzare l’area

L’ipotesi del Comune di Como
No alla cancellata, giudicata antiestetica. Impossibile installare altre telecamere. Decisamente arduo ipotizzare una vigilanza ancor più serrata da parte delle forze dell’ordine. Impraticabile la via della pedonalizzazione. Sono tutte miseramente naufragate le proposte, emerse in passato, per cercare di preservare il Monumento ai Caduti e l’area circostante.
Cosa fare dunque? Come contrastare incivili, ubriachi e writer che periodicamente e impunemente imbrattano quest’opera? Sono in tanti a chiederselo. Gli ultimi
 raid che hanno deturpato con enormi scritte di colore rosso e blu le pareti del Monumento hanno riacceso il dibattito sulla sorte non solo del mausoleo eretto in memoria dei Caduti di guerra ma dell’intera zona dei giardini a lago. La vernice spray rappresenta un vero affronto per quest’opera costruita nel 1933 dai fratelli Giuseppe e Attilio Terragni su disegno del grande architetto futurista Antonio Sant’Elia.
«Si potrebbe innanzitutto studiare un nuovo e più efficiente sistema di illuminazione. Non tanto per il Monumento ai Caduti che ha già un proprio impianto, purtroppo non sufficiente a fermare i malintenzionati, quanto per il resto della zona – interviene l’assessore alla Cultura del Comune di Como, Luigi Cavadini – Accendendo i giardini e quanto c’è intorno si potrebbe forse riuscire a scoraggiare chi ha pianificato un raid».
La proposta è anche un’altra. «Lungo viale Puecher e nell’area circostante ci sono numerosi parcheggi. Si tratta però di posti auto che costano pochi euro per tutto il giorno. Questo ovviamente favorisce i pendolari che sanno di poter lasciare per l’intera giornata l’auto nello stesso posto, spendendo poco. Si potrebbe rivitalizzare la zona favorendo un maggior passaggio. E per fare ciò si potrebbero cambiare le regole della sosta. Meno tempo a disposizione, quindi una maggior rotazione così da ridare vita a questa parte di città. Infine l’area potrebbe essere maggiormente frequentata incentivando le visite guidate alle bellezze esistenti e puntando ovviamente sull’educazione delle persone», aggiunge l’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi.
Ribadisce invece l’assoluta necessità di maggiori controlli Laura Bordoli, capogruppo del Pdl in consiglio comunale.
«Purtroppo mi sembra che l’unica soluzione sia quella di assicurare una maggior presenza delle forze dell’ordine – spiega Laura Bordoli – Inoltre sarebbe realmente determinante poter punire i vandali. Facendo pagare a loro o ai genitori quanto necessario per ripulire il monumento».
Intanto ieri pomeriggio l’assessore alla Sicurezza del Comune di Como, Marcello Iantorno, durante un incontro con i vertici della polizia locale sul tema sicurezza, ha affrontato anche il problema vandalismi al Monumento ai Caduti.
«Abbiamo analizzato, insieme al comandante dei vigili di Como, l’intero sistema di telecamere che copre la città e anche il Monumento ai Caduti. E il problema attuale risiede nella mancanza di personale in servizio che possa monitorare costantemente la situazione», dice l’assessore Iantorno.
«Inoltre non sempre si riesce a visionare in tempo reale, sempre per la scarsità di personale, quanto accade in un punto preciso della città. Ma si deve in un secondo tempo andare a vedere il materiale registrato – aggiunge Iantorno – Anche in questo caso sarebbe necessario un adeguamento tecnologico per analizzare in tempi rapido quanto registrato. Sono passaggi importanti per ottimizzare l’operatività di tutto il sistema di videosorveglianza».

Fabrizio Barabesi

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