L’assessore regionale: «Giù le mani dai ristorni»

Dogana di Chiasso. Confine Italia Svizzera

L’intervento di Massimo Sertori al congresso Uil Frontalieri di Milano

Collaborazione con il Canton Ticino? «Sicuramente sì. Ma giù le mani dai ristorni dei frontalieri».
L’assessore alla Montagna della Regione Lombardia, Massimo Sertori, è intervenuto oggi al congresso nazionale della Uil Frontalieri celebrato a Milano, al Palazzo delle Stelline.
Sertori, che è stato presidente della Provincia di Sondrio e ha ricevuto dal governatore Attilio Fontana la delega ai rapporti con la Svizzera, ha preso la parola per fare il punto di una situazione che resta comunque complessa e incerta. A partire proprio dalle prese di posizione della Regione.
L’assessore ha infatti ricordato l’incontro dei giorni scorsi tra Fontana e il presidente del governo ticinese, Claudio Zali. «Un confronto – ha detto – dal quale è emersa la necessità di migliorare la collaborazione» su temi che «devono essere individuati soprattutto da parte dei territori».
Sertori ha proseguito dicendo che «si stanno creando le condizioni per risolvere in modo definitivo le problematiche attuali, soprattutto per i piccoli comuni che necessitano di maggiori risorse per ottimizzare le infrastrutture e i collegamenti con la Svizzera. Anche per questo è fondamentale la condivisione degli obiettivi e dei progetti strategici che potranno essere finanziati sia dall’Italia sia dalla Svizzera senza però attingere dai ristorni dei frontalieri».
In pratica, l’assessore regionale ha detto no all’idea di Zali di congelare parte dei ristorni. Uno stop che è arrivato a distanza, e non nel faccia a faccia di qualche giorno fa.
Insomma: si va d’amore e d’accordo se non si toccano i ristorni. Che ai Comuni di frontiera servono soprattutto per sopravvivere e non certamente per completare le infrastrutture di cui favoleggia il consiglio di Stato di Bellinzona.
Il congresso dei frontalieri Uil ha poi confermato alla segreteria Raimondo Pancrazio il quale ha chiesto al nuovo governo di salvare e riattivare il tavolo interministeriale che da anni si occupa delle tematiche dei pendolari italiani del lavoro all’estero.
Pancrazio ha anche lanciato – questa volta al Ticino – l’idea di una più stretta collaborazione amministrativa e ha proposto ispezioni congiunte degli ispettorati del lavoro lombardi e ticinesi, «anche per contrastare i fenomeni di dumping salariale».

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