Laura Negretti legge Dante

Dante Alighieri nell'arte è il tema di uno degli incontri di Clio

Uomini siate e non pecore matte. Fa riferimento al quinto canto del Paradiso il titolo del nuovo recital dantesco “a leggio” per voce e musica della durata di un’ora, viaggio su passi delle tre cantiche che entra nel repertorio della compagnia “Teatro in mostra” di Laura Negretti.
Si tratta di uno spettacolo frutto di un anno di lavoro, immaginato per il settecentesimo anniversario della morte del poeta, e arricchitosi di significati strada facendo lungo la selva oscura della pandemia che ha rappresentato e rappresenta un inferno di solitudine per molti, e per tanti teatranti un tunnel di date cancellate e professionalità svilite.
Prospettiva deprimente che l’attrice Laura Negretti non sottoscrive. E prende Dante a braccetto per tornare a rivedere le stelle in presenza: lo spettacolo è già in calendario da giugno e si attende solo che i colori delle zone in cui è atteso ne consentano la realizzazione con il pubblico presente. La drammaturgia è di Alessandro Baito. Il testo, presentato come «didattica d’intrattenimento», si impone un compito arduo, e ha alle spalle precedenti illustri come le lecturae Dantis di Vittorio Sermonti e Roberto Benigni. «Abbiamo scelto – dice Laura – di contestualizzare il vissuto dantesco senza scivolare in uno spettacolo di satira politica o sociale». Come? Realizzando attorno alla parola del poeta, che rimane sempre centrale, una “cornice” narrativa che, «con poche pennellate a margine della forza poetica dantesca, evitando riferimenti espliciti o banalizzanti» faccia riferimento ai nostri tempi di deserto e patimenti, e il tutto ha lo scopo catartico di farci tornare persone e non numeri asserviti a un potere, occhi davanti a uno schermo di computer o telefonino, ma appunto come recita Dante «uomini, “non pecore matte”». «Un percorso di fede – commenta Laura Negretti, impegnata in queste settimane in numerosi sopralluoghi per le recite che ha in agenda dal 10 aprile al 30 maggio sia pure virtuali per ora in attesa che la presa del virus si allenti – come è stato un percorso di fede e non di ragione quello che ha condotto il poeta a riveder le stelle e a riprendere la via che aveva smarrito».

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