Lavori socialmente utili, uno sportello in Tribunale

Guida in stato di ebbrezza
A Como il progetto pilota che potrebbe alleggerire il peso del Bassone
Troppi detenuti al Bassone rispetto al numero dei posti e a quello delle guardie carcerarie, la denuncia dei sindacati è ciclica. Il carcere comasco potrebbe ospitare 421 persone, con una cosiddetta “capienza limite” di 581, che viene periodicamente sfiorata. Un numero che potrebbe ora ridursi in modo sensibile attraverso la depenalizzazione dei reati minori e la possibilità introdotta dal governo Monti nel decreto “svuotacarceri” di scontare ai domiciliari gli ultimi diciotto mesi di detenzione

per alcuni tipi di reato. Il penitenziario lariano potrà beneficiare anche di un’ulteriore valvola di sfogo. Nei giorni scorsi è stato infatti sottoscritto un protocollo di intesa tra Tribunale di Como, Procura, Ordine degli avvocati, Camera penale, Uepe (Uffici di esecuzione penale esterna) e Csv (Centro servizi per il Volontariato) che possa facilitare l’utilizzo della formula dei lavori socialmente utili come misura alternativa alla detenzione e alla riparazione del danno.
Il progetto pilota prevede l’apertura di uno sportello del Csv al quale gli avvocati si potranno rivolgere per trovare delle ore di volontariato per i propri assistiti.
Dal 2009, come spiega Marcello Iantorno, consigliere dell’ordine degli Avvocati di Como, il lavoro socialmente utile è stato esteso da alcuni reati minori anche «ai casi di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti in assenza di incidenti. Finora – spiega – non ha avuto frequente applicazione per una serie di ragioni dovute anche alla impreparazione degli enti e delle associazioni o alla scarsa informazione o sensibilizzazione degli addetti ai lavori».
Anche il Comune di Como recentemente ha stipulato con il Tribunale una convenzione per ora limitata a soli dieci casi.
Come funziona la misura alternativa? «Ogni giorno di detenzione può essere convertito in due ore di lavoro socialmente utile non retribuito – spiega Iantorno – per un massimo di sei ore la settimana, salvo deroga. Chi entra in carcere anche per pochi mesi a volte esce più delinquente di prima, in questo caso c’è un arricchimento delle persone e si offre un servizio importante».
Lo sportello dentro il Palazzo di Giustizia rimarrà aperto per tre ore alla settimana.

Paolo Annoni

Nella foto:
Chi viene sorpreso ubriaco al volante potrà “convertire” più facilmente la pena con ore di lavoro socialmente utile

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