Le incognite di un luogo-simbolo

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

La vicenda dei restauri a Villa Olmo è surreale da ogni punto di vista. Sotto il profilo dei tempi, delle incognite sui finanziamenti, della stessa gestione futura. Ricapitoliamo in breve: Il Comune di Como ha ottenuto una sovvenzione della Fondazione Cariplo (5 milioni), per l’orto botanico del compendio neoclassico, per la facciata e per le ali laterali dell’immobile.

Nel mese di aprile del 2018 scrivevamo che il cantiere sarebbe stato ultimato di lì a un anno. Inguaribili e ingenui ottimisti. I tempi si sono dilatati, anche se in questa città non è affatto una notizia.

Questo giornale ed Etv documentano come il retro della Villa sia tuttora transennato alla bell’e meglio, senza che vi si intraveda un operaio da mesi. La facciata, ultimata nel 2018, e che quindi dovrebbe splendere, mostra intonaci scrostati ed è piena di recenti magagne. Il restauro di altre parti è tuttora incompiuto.

Non stiamo parlando di un luogo qualunque, ma del luogo simbolo di Como.

Nessuna proprietà del patrimonio comunale ha più evidenza e potenzialità culturali e turistiche della dimora progettata da Simone Cantoni e del suo parco. Eppure, Villa Olmo, dov’erano state organizzate grandi mostre di richiamo nazionale ed estero, è off-limits a questa specifica funzione da sette anni. Ora, grazie a un accordo tra l’assessorato alla Cultura e Teatro Sociale/Aslico, il parco ospiterà un festival di eventi dal 30 giugno al 15 agosto prossimi.

Appuntamenti musicali e culturali. Un segnale che non impedisce una preoccupata analisi complessiva.

I tempi di questi lavori e la loro stessa apparente qualità sono un inevitabile campanello d’allarme per chiunque abbia a cuore le sorti dello straordinario complesso a lago. La pandemia, oltre che una realistica ragione di ritardi nel completamento di opere pubbliche, è diventata un grande alibi.

Non può giustificare tutto. Perché i restauri vanno così a rilento? Chi controlla?

Quando ne dà conto?

Nel marzo 2019, epoca pre-Covid, il sindaco ha firmato una richiesta di proroga per tre anni al fine di non perdere i finanziamenti di Fondazione Cariplo. Questo significa che nel marzo 2022 le attività dovranno essere completate. Riuscirà Palazzo Cernezzi nell’intento?

Può darcene assicurazione, fornendo un cronoprogramma in tal senso?

Il rischio reale, in caso contrario, è la clamorosa perdita delle risorse stanziate, oltre che l’assoluta incertezza sugli sviluppi successivi.

C’è di più ed è ciò che attiene alla gestione di Villa Olmo. Il Comune puntava per questo su una fondazione pubblico-privata che dovrebbe occuparsi della villa e del parco. Le buste dell’asta sono state aperte il 17 settembre 2019. Una sola l’offerta: quella della società romana Struttura srl, che accettava l’idea di bilanci in perdita per quattro anni, per poi avere profitti dal quinto. Sono passati venti mesi e i lavori non sono finiti. Il Comune si è preoccupato di verificare se la società in questione è tuttora interessata e dovrà comunque provvedere alla gestione? Sono domande legittime.

Il rilancio di Como, atteso da tempo, partirà dalle sue eccellenze o non sarà.

Villa Olmo è capofila di tutto questo. Ha ospitato mostre, concorsi d’eleganza e di bellezza, l’Autunno Musicale. E nei mesi d’agosto del 1955 e 1956 anche il Festival dei Festival, una rassegna canora con le migliori canzoni tra quelle presentate alle manifestazioni musicali più note in Italia e in Europa.

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