Le mani avanti per non cadere

opinioni e commenti di dario campione

di Dario Campione

La migliore difesa è l’attacco. Principio solido, universalmente riconosciuto. Sui campi da gioco così come in politica. Ieri mattina, in un soliloquio troppo lungo per poter essere definito conferenza stampa, il patron della Città dei Balocchi, Daniele Brunati, ha rinverdito le virtù della tattica aggressiva. Dopo aver studiato a fondo le dieci domande che il Corriere di Como aveva posto al termine della manifestazione natalizia, ha deciso di rispondere rilanciando. Un all in in bello stile. Mi chiedono di vedere il bilancio fattura per fattura? E allora dico che alla fine della kermesse i conti non sono quadrati, e abbiamo dovuto coprire un buco di 100mila euro.

Qualcuno avanza l’ipotesi che il bando debba essere a titolo oneroso? Et voilà, la soluzione è ottenere dal Comune più soldi, addirittura una parte della tassa di soggiorno generata verosimilmente dai visitatori della Città dei Balocchi. Le critiche alle troppe casette e alla trasformazione dell’evento in una fiera di prodotti di largo consumo? A Varese, è stata la replica, non fanno pagare nemmeno la tassa di occupazione del suolo pubblico. Mentre a Lugano ci copiano. Peccato che in riva al Ceresio – questo Brunati non lo sa o ha fatto finta di dimenticarlo – le casette sono assegnate con un bando del Comune tra gli operatori commerciali della città. A Como, invece, si vendono i capicollo di Matera o le ricotte salate dei Nebrodi. Tutta roba genuina, a km zero dal produttore alla bancarella e a km mille dal produttore al consumatore. E con la sostenibilità ambientale, come la mettiamo? Nessun problema. «Stiamo chiedendo la certificazione Iso 20121», è stato detto.

Aggiungendo che i ristoratori sparsi nel grande mercatino sono stati invitati a non usare la plastica. Una riflessione finale si impone. La Città dei Balocchi ha assunto ormai una dimensione che non è più compatibile con la Convalle. Gli organizzatori, però, dimostrano di non averlo compreso. L’idea che qualcosa possa o debba cambiare fa loro paura. E minacciano pure di fare le valigie. Dopo l’all in, il bluff, verrebbe da dire. Ma forse esageriamo. Certo è che se il bilancio finale del 2019 fosse davvero in perdita di 100mila euro, un rimedio dovrebbe essere preso. Diversamente, questo gruppo di benefattori potrebbe essere scambiato per un manipolo di sprovveduti.

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