La debolezza dell’ordine sparso

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Con la cultura si mangia? Se alla parolina magica ne avvicini un’altra, «turismo», forse allora il piatto può essere più sostanzioso e appetitoso. Ma occorre contare su chef attenti e camerieri impeccabili.

Il menu deve essere garantito per qualità organolettiche, fantasia nelle preparazioni e nell’impiattamento, e poi vengono la carta dei vini, la qualità degli arredi e delle tovaglie, la pulizia della sala, l’ampio parcheggio, la pubblicità. Insomma fuor di metafora fidelizzare i clienti non è un’arte che si improvvisa. Pretendere che magicamente la folla di turisti che benedice sempre di più Como e il suo territorio si riversi in massa nei musei è quantomai fuori luogo nella situazione attuale.  Non è un automatismo, e potrebbe semmai esserlo solo dopo un lavoro collegiale lungo anni. Uno sforzo di sintesi condiviso, orchestrato, frutto magari di un dibattimento polemico in cui i luoghi d’arte e storia lariani siano finalmente messi in rete, funzionino con criteri di accoglienza nel rispetto degli standard e siano poli di attrazione in un contesto paesaggistico che gode già, non dimentichiamolo, di  ottima fama.

Forse i turisti che affollano le vie del centro storico, il lungolago e vanno a caccia di ville e relativi Vip  non leggono la stampa locale, e quando  si lasciano conquistare dai paesaggi romantici del Lario non badano a questo genere di polemiche che da anni tengono banco quando si parla dell’industria che alimentano con i loro assegni e le loro mance.

Ma in assenza di una cabina di regia univoca o almeno di uno sforzo di armonizzazione e di equilibrio che renda più efficienti gli ingranaggi del sistema nel suo complesso, i tanti sforzi che gli operatori dell’accoglienza con energia, fantasia e sacrifici anche personali  mettono quotidianamente in campo rischiano alla lunga di non ottenere i risultati sperati.

Chi lavora tutti i giorni  in prima linea come le guide turistiche, gli albergatori e  i ristoratori che lavorano sul nostro territorio in altre parole ha il polso della situazione, sa che la filiera regge  e anzi prospera rischiando talora anche il fenomeno dell’overbooking, ossia dell’eccesso di domanda, perché l’Italia è una garanzia di bellezza, e perché il contesto del turismo italiano ha sempre segni positivi nelle percentuali in questi anni di terrorismo internazionale in cui la nostra nazione può ancora essere considerata una meta sicura.

Però è urgente che la prospettiva cambi per cogliere l’attimo  in modo maturo e non episodico e con le debolezze e le ingenuità proprie di chi si muove in ordine sparso,  e alla fine  monetizzare l’onda favorevole a beneficio non solo dell’attuale generazione ma anche delle prossime.  Urge insomma che di un’altra visione sia portavoce chi questo territorio per libere elezioni è chiamato a governare e amministrare nell’interesse di tutti e non di pochi.

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