Le tre urgenze dell’area

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di Marco Guggiari

Tra i punti principali inseriti nell’agenda 2019, come è peraltro avvenuto in tanti anni precedenti, c’è il destino dell’area del vecchio ospedale Sant’Anna. Il tema  torna d’attualità alla vigilia del cambio della guardia alla guida dell’Asst Lariana, l’ex Azienda ospedaliera. Il direttore generale Marco Onofri lascia l’incarico avuto nel 2010 all’attuale direttore sanitario Fabio Banfi. Sulla scrivania di quest’ultimo figura già, idealmente, il dossier incompiuto del Quartiere Sant’Anna. Anche perchè le ultime informazioni relative alla pratica sono relativamente recenti. Risalgono al 21 novembre  scorso e, precisamente, alla richiesta proprio di Onofri di riconvocare la cosiddetta Segreteria tecnica con i firmatari dell’accordo di programma che è datato 13 dicembre 2003 (sì, quindici anni fa!) per modificarlo. La speranza è di rilanciare in questo modo la vendita degli immobili non più adibiti a uso sanitario (in pratica, tutti, eccezion fatta per il monoblocco, gli edifici retrostanti a questo e altri tre affacciati su via Napoleona). Il portato storico della vicenda è fallimentare. Tutti i tentativi di alienare in blocco l’area (60mila metri quadrati) sono andati a vuoto. Dopo quattro successive perizie effettuate dall’Agenzia del territorio, che hanno fissato valori diversi, da 69 fino a 22,5 milioni di euro complessivi, passando però da un cifra perfino inferiore, la desolante conclusione è stata sempre la stessa: aste deserte. Nessuna offerta. Ora si tenterà, speriamo quanto prima, una strada diversa: lo spacchettamento, vale a dire la vendita in più lotti, che dovrebbe diventare più attrattiva per gli investitori. La scommessa rimane quella di sempre: recuperare risorse, garantendo nel contempo nuova vita a un ambito dove, secondo le intenzioni, dovrebbero sorgere residenze e spazi commerciali e del terziario. Tre urgenze lo richiedono: l’incompiutezza dell’area non sanitaria, che si colloca idealmente lungo la linea dell’inconcludenza, che passa poi da ex Ticosa, ex Danzas e, virando a destra, approda al lungolago delle paratie… Poi l’urgenza di Camerlata: riqualificarsi anche qui, oltre che all’ex Fisac-Trevitex. Da ultimo, l’urgenza del degrado che avanza in alcuni edifici del vecchio Sant’Anna divenuti rifugio di disperati.

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