Leonardo superstar, sul Lario e a Milano

Per prepararsi degnamente all’anno leonardesco – il 2019, 500° anniversario della morte del genio vinciano – il territorio insubrico può prendere in esame l’immensa bibliografia che lo riguarda, dove non mancherà di trovare spunti per (ri)visitare il territorio.
Eccone alcuni. Una “sperada”, tipica acconciatura femminile di manzoniana memoria, pare fosse sul capo della Gioconda, i cui sfondi peraltro richiamerebbero proprio il territorio lariano legato al Ducato degli Sforza; ma l’itinerario potrebbe partire anche dalla Villa Pliniana di Torno, e dalla sua fonte intermittente piena di misteri, a cui anche il genio vinciano si interessò. L’area di interesse più vasta è però quella che spazia dalla Valle dell’Adda alle Grigne.
Un ampio territorio nel quale Leonardo da Vinci leggeva i misteri della natura del Lecchese, dalle cime imperiose (per lui che le osservava dalla città di Milano), fino ai placidi specchi delle acque dei piccoli e grandi laghi. Nel Codice Atlantico (foglio 214) sulla Valsassina, ad esempio, si legge: «Ecci gran ruine e cadute d’acqua… la Trosa, fiume che cade da un sasso altissimo, e cadendo entra sotto terra».
Chi vuole invece iniziare a visitare una delle tante mostre vinciane, un antipasto ricco e ghiotto è Leonardo da Vinci Parade con modelli storici, alcuni da lungo tempo non esposti, e affreschi della Pinacoteca di Brera dialogano in un’esposizione che fino al 13 ottobre anticipa le celebrazioni del 2019. Appuntamento al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia intitolato proprio a Leonardo da Vinci, in via San Vittore 21 a Milano.
La mostra è anche l’occasione per presentare parte del lavoro che il museo ha condotto dietro le quinte negli ultimi anni per la conservazione e lo studio di tutta la collezione dei modelli storici leonardeschi.

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