Lettura teatrale nella mostra di Rusca

Città volante – Progettazione, 1988 opera di Max G. Rusca

Alle 18 di giovedì 28 febbraio, ultimo giorno della mostra L’ironia dell’inessenziale di Max G. Rusca presso The Art Company Como, in via Borgovico 163, la compagnia F.A.R.E. TEATRO leggerà alcuni brani degli scritti dell’artista.  Oltre che una figura di spicco della scena artistica milanese degli anni Cinquanta e Sessanta, membro del Movimento nucleare prima e libero battitore poi, Max G. Rusca è stato un insolito letterato, autore di testi caratterizzati da un umorismo grottesco alla Groucho Marx, di satire erudite e sottilmente conturbanti. Parecchi tra i suoi scritti sono stati raccolti in Scappa scappa galantuomo, un volume pubblicato nel 1971; numerosi altri sono rimasti inediti o sono stati inseriti in singolari e preziose plaquette tirate in una copia. Alcuni di questi testi verranno letti giovedì 28 febbraio alle 18 – nell’ambito della mostra di Rusca curata da Roberto Borghi presso The Art Company Como – dagli attori della compagnia F.A.R.E  TEATRO.

Fondata dal regista e drammaturgo Fabio Corradi e composta dagli attori Eleonora D’Aniello e Andrea Salvadè, la compagnia è nata a Como nel 2016. Il suo repertorio comprende soprattutto commedie brillanti e spettacoli nei quali teatro e musica si fondo in un’unica dimensione. Dal 2017 cura il cartellone del Teatro Don Guanella di Como. 

Nato a Legnano nel 1925, Max G. Rusca si è spento a Milano nel 2002. Nel 1952, dopo aver conosciuto Enrico Baj, ha aderito al Movimento Nucleare. Ha lasciato il gruppo poco prima del suo scioglimento, nel 1954. La pittura di Rusca, già durante il periodo nucleare, si distingue per la raffinatezza formale, per la capacità di effigiare paesaggi visionari, per alcuni stilemi che sembrano essere stati attinti dalla tradizione artistica dell’estremo Oriente. Dagli anni Sessanta in poi l’artista compie un personale “ritorno alle origini” del Movimento nucleare approfondendo e citando il Surrealismo. Le sue opere divengono sempre più oniriche e ironiche allo stesso tempo: nascono così alcuni dei cicli documentati dalla mostra, come le Città volanti, gli Ex voto, le Anticone.

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