L’ex arbitro Luca Marelli e la ripartenza della serie A: «Nulla è scontato, sarà una volata appassionante»

'A Bologna la miglior partita da quando abbiamo ripreso'

«È stata una ripresa faticosa per tutti, giocatori e arbitri. Ma era un aspetto prevedibile dopo mesi di stop forzato». Luca Marelli, ex arbitro di serie A comasco e oggi apprezzato opinionista “legge” la ripresa del torneo di A. Un primo bilancio dopo le sfide che, tra Coppa e campionato, hanno segnato la ripartenza del calcio in Italia. «La pausa si è rivelata un problema sul fronte della preparazione – aggiunge Marelli, 48 anni – Lo hanno dimostrato gli episodi con alcune entrate in ritardo e falli che in condizioni normali non avremmo visto».
«Anche per i direttori di gara non è stato semplice – aggiunge – Non è un caso, infatti, che durante l’estate, prima degli incontri ufficiali, gli arbitri vengano mandati a fischiare in qualche amichevole. Uscite che servono a riprendere le misure. In questa circostanza non è stato possibile e sul campo si è visto anche se, alla fine, devo dire che non ci sono stati grandi errori e complessivamente i giudizi sono stati sostanzialmente positivi».
Peraltro una situazione destinata a ripetersi «perché ci sono direttori che non sono ancora stati designati. Quando sarà il momento dovranno pagare lo scotto. Si è visto con Davide Massa in Sassuolo-Inter, per esempio. Daniele Orsato, che era sceso in campo in Coppa Italia sta meglio degli altri, e anche questo è un dato evidente. Ma, lo ribadisco, è una circostanza comprensibile».
Per evitare la diffusione del Coronavirus gli incontri vengono giocati a porte chiuse. Elemento che pesa. «Vi sono vari fattori da valutare – sostiene Luca Marelli – Il primo è quello che riguarda la disciplina. Le proteste sono calate e questo perché senza i tifosi si evita l’effetto “corrida”, con i giocatori pronti a correre verso l’arbitro su spinta della folla».
«Allo stesso tempo, ora i direttori di gara non possono più fare finta di niente rispetto a situazioni che sono palesi. Prima, magari, con il boato del pubblico, o non sentivano o chiudevano un occhio rispetto a certi episodi. Ora, invece, devono per forza sanzionare». È il caso degli interisti contro il Sassuolo a San Siro: il difensore Milan Skriniar, espulso per doppia ammonizione, è stato squalificato per tre giornate per «avere rivolto un’espressione offensiva accompagnata da un’esclamazione blasfema» spiega il dispositivo. Stop anche al suo allenatore Antonio Conte per proteste. Nella prossima uscita allo stadio Tardini di Parma dovrà sedersi in tribuna.
«La mancanza di pubblico – sottolinea ancora Luca Marelli – a mio giudizio non farà altro che evidenziare i veri valori delle contendenti. Non esiste più il fattore casa-trasferta, quella spinta che a volte dà più forze ed energie e chi si trova sul terreno amico».
L’ex arbitro valuta i primi risultati: «Penso che le squadre che più erano in forma prima della pausa lo siano anche ora, e mi riferisco ad Atalanta e Lazio». E la capolista Juventus dovrà incontrare entrambe: «Per questo non penso che il discorso per lo scudetto sia chiuso: sono due partite molto difficili per la formazione bianconera, dall’esito tutt’altro che scontato. Sarà una volata appassionante».
Poche le certezze in questo finale anomalo. «Esattamente – conclude Marelli – La battaglia per il titolo non è decisa, come pure quella per l’Europa League, mentre per la Champions tutto è più definito con un buon vantaggio delle prime quattro. In coda vedo molto male il Brescia e la Spal, ma pure in questo caso il confronto sarà coinvolgente fino all’ultima giornata».

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