Libri comaschi nel mirino della pirateria

internet

Pochi minuti di attesa (dipende dalla velocità del pc), il tempo di scrivere qualche appunto per questo pezzo che leggete sul giornale, e sullo schermo del computer il programma scaricherà le cartelle compresse con i libri richiesti per il vostro lettore di formati digitali, epub o pdf che siano.
Se per viaggiare nel cyberspazio sono state messe sottovuoto in un programma apposito basterà decomprimerle e il gioco è fatto. Cultura un tanto al chilo a portata di clic e dito, in tempi in cui se un oggetto è smaterializzato in forma digitale è trasferibile e copiabile senza limiti. Senza formalità burocratiche. Con un piccolo particolare. Tutto gratis. E tutto in nero.
Il reato
Sì perché i libri che abbiamo cercato sono regolarmente in commercio e gli autori o i loro eredi hanno diritto a ricevere una percentuale sulle vendite e invece entrano in scena furbetti che mettono il risultato del loro ingegno a disposizione di tutti gratis e alla luce del sole senza imporre chissà quale immersione nel “deep web” dove scorrazzano pedofili e terroristi.
Abbiamo passato una mezz’ora a verificare quanto conti per il Lario il recente grido d’allarme del sottosegretario all’editoria Andrea Martella. Secondo il quale i pirati dei libri provocano ogni anno un danno di 528 milioni alla filiera editoriale (carta più digitale), pari al 23% del valore del mercato (escludendo scolastica ed export). Grazie ai pirati sono a rischio 8.800 posti di lavoro, considerato l’indotto. Ed eccoci al caso comasco. Una goccia nel mare ma piuttosto significativa come vedrete.
Abbiamo preso un pc portatile di quelli che usiamo solo come disco rigido e per giocare e lo abbiamo usato come piattaforma esca per nefandezze digitali.

Approfondimenti sul “Corriere di Como” in edicola.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.