“L’immaginazione”, laboratorio di scritture

Maria Corti

Segnato dalla scomparsa di Piero Manni, l’editore di Lecce morto all’età di 76 anni, il 2020 per la piccola-grande casa editrice che porta il suo nome e da lui fondata con Anna Grazia D’Oria è anche l’anno della ripartenza con nuovi progetti, a cominciare da “L’Immaginazione”, tra le più importanti e longeve riviste che fanno della letteratura un laboratorio perenne e aperto. Il 2021 sarà il 37° anno di uscita, per segnalare voci nuove, recensire il meglio della produzione italiana, dare vita a un dibattito fecondo e mai banale sui fondamentali letterari.
Manni come editore ha collaborato con numerosi autori comaschi, basti ricordare il poeta e artista Antonio De Marchi Gherini, di Gera Lario, generoso illustratore di molte copertine della rivista, il narratore di origine siciliana Beppe Puntello col suo Uomini di onore (2009) e Raffaele Crovi, il cui romanzo La parola ai figli del 1994 ha forti connotazioni lariane. Forti anche i legami con la filologa e storica della lingua nonché narratrice intelvese di origine Maria Corti, che aveva anche insegnato al liceo Volta di Como (dal 2002 la studiosa riposa nel cimitero che sorge accanto alla sua casa di Pellio). Con Manni la Corti aveva pubblicato nel 2000 la raccolta di prose Storie. Ora Manni pubblica del poeta della neoavanguardia Edoardo Sanguineti una nuova edizione commentata a cura di Erminio Risso della fondamentale opera prima Laborintus, e lo stesso Sanguineti con Manni aveva pubblicato nell’86 la raccolta Novissimum Testamentum, il cui testo eponimo era stato composto per un evento comasco di poesia, una “24 ore di poesia”, tenutosi nel novembre del 1982, alla Scuola media Foscolo di Como. E un altro testo, Astrolapsus, è dedicato a Eloisa, figlia del critico e poeta comasco Vincenzo Guarracino che è da sempre una delle firme autorevoli di “L’immaginazione”. Proprio Guarracino, sull’ultimo numero della rivista che reca l’indicazione cronologica “novembre-dicembre 2020”, recensisce la riedizione negli Oscar di Mondadori del romanzo del comasco Federico Roncoroni Un giorno, altrove, prosa epistolare che è anche un originale esperimento di autofiction letteraria (l’edizione originale è del 2014 e torna invariata nell’edizione tascabile) in cui lo scrittore e critico lariano curatore dell’archivio di Piero Chiara si mette in scena e si racconta in un flusso inarrestabile di coscienza di cui è fulcro – nel sedime di una scrittura «fluida e avvolgente» – il suo alter ego Filippo Linati.
Sempre Guarracino, sull’ultimo numero della rivista di Manni, recensisce la raccolta di poesie dell’editore-scrittore osnaghese Alberto Casiraghi I segreti del fuoco edita da Book.

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