Litigano a causa di uno schizzo d’acqua. Giovane accoltellato a morte: la ricostruzione

omicidio di un giovane nel parco di Veniano

Non si erano mai visti prima di domenica sera. Non si conoscevano nemmeno.
Uno giovane, 25 anni, l’altro padre di due figli piccoli di 11 e 7 anni.
Il destino li ha fatti trovare per la prima volta uno accanto all’altro vicino a una fontanella all’esterno degli spogliatoi del campo sportivo di Veniano, nel parco dove era in corso l’edizione 2019 del “Giugno Venianese”.
Una vera attrazione per il paese comasco che ogni fine settimana (da venerdì a domenica) raccoglie molte persone nello spazio verde comunale per stare in compagnia, ballare e mangiare.
La ricostruzione dell’accaduto è ancora in corso.
Pare tuttavia che il giovane, Hans Junior Krupe, comasco di 25 anni residente proprio a Veniano e con genitori originari dell’Olanda, abbia schizzato con l’acqua della fontanella la famiglia di un 47enne di Fenegrò, Gabriele Luraschi, incensurato. Per questo motivo, che definire banale è forse anche limitativo, sarebbe nata una discussione sempre più accesa, poi una zuffa.
Il tutto davanti agli occhi della famiglia del 47enne che, al termine dello scontro, si sarebbe poi allontanato.
Il giovane si sarebbe invece alzato e avrebbe camminato per qualche metro, dirigendosi verso il gruppo di amici con cui si trovava alla festa. Poi però si sarebbe accasciato, dopo aver percorso una decina di metri dal punto della lite. Gli abiti erano inondati di sangue.
Almeno due le coltellate ricevute dall’avversario, ma potrebbero essere molte di più. La risposta è infatti attesa dall’autopsia che verrà effettuata nelle prossime ore all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.
Erano le 22.20 della serata di domenica. Le condizioni del ragazzo sono apparse subito in tutta la loro gravità.
Il 25enne è stato soccorso sul posto dal 118 e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dove è morto poco dopo. L’emorragia, devastante, gli è stata fatale.
La segnalazione dell’accaduto è giunta ai carabinieri di Cantù che hanno avviato le indagini, partendo dalla visione delle immagini delle telecamere che controllano il parco. In seguito sarebbero stati ascoltati molti testimoni che dopo l’accaduto si erano allontanati.
In pochi minuti i militari dell’Arma erano già sulle tracce dell’aggressore che nel frattempo, come detto, si era spostato verso la propria abitazione. Forse, ma anche questo è materiale di indagine, per portare a casa la famiglia prima di costituirsi.
Quando i carabinieri si sono presentati alla sua porta, in quel di Fenegrò, aveva ancora gli abiti sporchi di sangue addosso. Pare che la compagna avesse nel frattempo già chiamato la caserma di Appiano Gentile per raccontare quello che era avvenuto poco prima a Veniano.
Insomma, l’uomo, un insospettabile, 47 anni, è stato prima portato in caserma e poi arrestato. Si trova ora nel carcere del Bassone di Albate dove nelle prossime ore verrà sentito dal giudice delle indagini preliminari, cui dovrà spiegare – o tentare di farlo – quell’attimo di follia che ha distrutto la vita di un ragazzo di 25 anni e contemporaneamente anche quella della sua famiglia.
Le indagini, portate avanti nel corso della notte dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Cantù e della stazione di Appiano Gentile, in collaborazione con la caserma di Fino Mornasco, sono coordinate dal pubblico ministero Pasquale Addesso. Il fascicolo a carico dell’arrestato è aperto con l’accusa di omicidio volontario aggravato sia dalla presenza di minori, sia dai futili motivi che stanno all’origine del diverbio. Viene contestato anche il porto abusivo d’arma bianca.

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