Livello del lago, arrivano i fondi regionali

Il livello delle acque del lago

Uno studio per ridefinire, da un punto di vista normativo, il livello minimo del Lago di Como. Lo finanzierà Regione Lombardia con 600mila euro. L’iniziativa punta a risolvere interessi da tempo contrapposti e collegati alle acque del Lario. Da quello del mondo agricolo, a quello di chi sfrutta le acque per uso idroelettrico, fino alla realtà turistica di Como che va preservata soprattutto dalle esondazioni. E così questa mattina a Lariofiere a Erba è stato presentato l’emendamento al bilancio regionale che finanzia la realizzazione, appunto, di uno studio per arrivare a superare lo storico problema della gestione del livello delle acque del Lario. Emendamento a firma del consigliere regionale Mauro Piazza (Forza Italia) e del presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi. Presente anche l’onorevole Alessio Butti (Fratelli d’Italia) che da anni sottolinea l’importanza del problema. «Questo progetto nasce dal confronto con le associazioni di categoria e dall’ascolto dei territori delle province di Como e di Lecco. Dopo una prima fase di analisi, avvenuta con l’ausilio di esperti del Politecnico e dell’Università Statale di Milano, ho interloquito con i ministeri competenti per cercare di trovare le risorse necessarie per realizzare quest’ambizioso progetto», ha detto l’onorevole. «Dopo aver viste le difficoltà nel reperire i finanziamenti a livello statale, ho coinvolto il presidente Fermi e il consigliere Piazza per verificare la possibilità di trovare i necessari fondi dal bilancio di Regione Lombardia. Grazie al loro impegno possiamo iniziare questo studio. Tema che insieme alla regionalizzazione della navigazione sul nostro lago sono di fondamentale importanza», chiude Butti. «Oggi abbiamo voluto dare una risposta concreta stanziando 600 mila euro. Siamo consapevoli di essere in presenza di interessi contrapposti ma questo studio consentirà di affrontare le varie posizioni e dare una oggettiva definizione della necessità di rivedere una norma datata e nata in presenza di elementi economici e climatici profondamente diversi dagli attuali», ha detto Fermi. «Passiamo dal periodo dei problemi a quello delle soluzioni per la più grande risorsa dei nostri territori: il Lario», ha dichiarato Mauro Piazza. Immediato l’intervento del consigliere M5S Raffaele Erba, molto vicino alle tematiche del livello del lago. «È bene che sia stato approvato l’emendamento, al quale ovviamente abbiamo votato a favore, che dà il via a uno studio sul livello minimo del lago e a una possibile regolazione – interviene Erba – È però inaccettabile che sia stato bocciato il nostro ordine del giorno, con il quale chiedevamo un tavolo di coordinamento tra le varie parti interessate a monte e a valle del Lago di Como. L’emendamento proposto da Forza Italia risulterà solo di facciata e propagandistico se non si prevedono, da subito, accordi tra chi sta a monte e chi sta a valle del Lago, senza i quali ogni segnalazione proveniente anche da sistemi sofisticati, rimarrà inascoltata. E questo è già accaduto».

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