Lo shopping svizzero senza tampone fa respirare il commercio di confine

Dogana di Ponte Chiasso, frontiera, confine con la Svizzera

Grande soddisfazione per una partita che sembrava molto complessa, ma è stata risolta in silenzio dalla buona politica. Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, per primo si è mosso a qualsiasi livello, come spesso accade per la fascia di confine.

Ora i cittadini svizzeri che risiedono entro 60 chilometri dal confine italiano non devono infatti più presentare un tampone negativo in frontiera. È sufficiente la registrazione dello spostamento online sul sito dedicato e il rientro in Svizzera in giornata. A dare notizia della cancellazione della misura era stato mercoledì il senatore Dem, Alessandro Alfieri. Il provvedimento è però diventato ieri motivo di dibattito politico, dopo le dichiarazioni del segretario della Lega Matteo Salvini. «Via la burocrazia per i frontalieri – ha detto – Speranza ha ceduto alle pressioni della Lega: è una vittoria del buonsenso, di cui andiamo orgogliosi. Dalle parole ai fatti».
Immediata la replica proprio del senatore Alfieri e la controreplica leghista, ad opera di Candiani e Zoffili.

«Salvini oggi urla che è merito della Lega se si potrà superare il confine italo-svizzero senza tampone – attacca sui social Alfieri – Peccato che nei momenti di confronto e di lavoro con i tecnici dei ministeri non ho mai incrociato né lui né i suoi fedelissimi. Avessero dato una mano, magari avremmo portato a casa prima il risultato. Ma guardiamo oltre. Lasciamo stare le bandierine. L’importante è aver portato a casa il risultato per il nostro territorio».
«La Lega si è sempre battuta al fianco dei frontalieri ed è agli atti parlamentari la conferma che per primi ci siamo mossi sul tema degli spostamenti nelle zone di confine – risponde Stefano Candiani, già sottosegretario all’Interno. Che tuona come «a sinistra nessuno si sia accorto del problema dei territori frontalieri».
Sulla stessa linea il deputato erbese della Lega, Eugenio Zoffili, che ricorda un suo ordine del giorno dello scorso 22 aprile.

Non ha invece colore politico ed è semplicemente una «bellissima notizia» il provvedimento per i commercianti, come sottolinea Marco Cassina, presidente di Federmoda Como di Confcommercio.
«Sono sincero – dice Cassina – è trascorso così tanto tempo da quando abbiamo chiesto un’attenzione per il commercio nella fascia di confine che un po’ ci avevo perso la speranza». Cassina sottolinea poi il valore del provvedimento non solo per il confine con la Svizzera. «Si tratta di una questione che vivevano Como, il Varesotto, ma pure altre province – spiega – C’è chi vive con i clienti francesi, con gli austriaci, con gli sloveni e con gli svizzeri. Si tratta di una tutela per moltissime attività. Alcuni esercizi commerciali della provincia di Como erano davvero allo stremo». I commercianti di Ponte Chiasso avevano alzato in particolare la voce, proteste anche eclatanti con commercianti in mutande a Ponte Tresa (Varese). Ora tutti possono ricominciare a lavorare.

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