Lo specchio delle nostre brame

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Varese e Lecco volano da sole da diversi decenni. La Città Giardino da oltre novant’anni, essendo nata ufficialmente come capoluogo nel 1927. Il centro lariano dal 1992. Entrambe si sono affrancate dal “patronato” di Como, da cui fino a quelle date dipendevano. Nel tempo hanno affermato una precisa identità e una forte autonomia economica e culturale, coltivando bene anche l’arte della politica, fino al punto di dare alla regione e alla nazione presidenti e ministri di peso. In parallelo è scemata la grandezza della sempre più piccola Como, che consisteva nelle peculiarità produttive in settori capaci di renderla prospera e famosa nel mondo. Se oggi scriviamo queste cose non è per recriminare sul buon tempo antico e per piangerci addosso, ma perché queste pagine sono la prova provata di un ascensore che ha portato Varese e Lecco in alto e Como in basso, nonostante la sua perdurante ricchezza nel panorama nazionale e le sue incomparabili bellezze naturali. Oggi il nostro giornale testimonia, nero su bianco, e per così dire “a specchio”, il modo in cui si possono affrontare e risolvere i problemi e rilanciare un territorio, oppure no. Como, per ora, sta solo alla finestra. In rapida successione, vediamo i fatti: a metà mandato il sindaco di Varese spiega cosa avverrà nel tempo che rimane all’amministrazione cittadina. La caserma dell’esercito acquistata dal demanio diventerà un polo culturale. I lavori inizieranno in autunno. Questa decisione dice qualcosa a noi comaschi? Sì, ci fa pensare alla Caserma De Cristoforis, per la quale sono state spese tante parole, finora per nulla. Nel centro di Varese, poi, c’è un cinema che si chiama Politeama, chiuso da dieci anni. Altra struttura decisamente evocativa… Solo che nel vicino capoluogo il Comune si sta accordando con la Fondazione proprietaria dell’immobile e presto lì nascerà un teatro o un auditorium. Non è finita. Grandi mostre: Varese propone già quest’anno a Villa Mirabello un’anticipazione dell’evento dedicato a Guttuso, previsto nel 2020. Noi abbiamo qualche ricordo, via, via sempre più flebile delle straordinarie esposizioni fatte a Villa Olmo. Infine, la manutenzione. Quante volte ci siamo lamentati dello stato delle nostre strade, non solo per via delle buche, ma anche per la loro scarsa illuminazione. Bene, Varese non vuole più stare al buio; ha investito 11 milioni di euro e sostituisce tutti i lampioni della città. Se poi vogliamo infierire, ci giriamo dall’altra parte e vediamo che a Lecco il Politecnico ha dato vita a un moderno campus nell’area dell’ex ospedale. Da Como, invece, dove non c’erano prospettive, se n’è andato. Il punto è capire cosa ci manca. Progettualità? Capacità politica e di relazioni? Forza d’impatto? Risorse finanziarie? Unità d’intenti? O che altro? L’umiltà di bussare vicino a noi per capire e imparare sarebbe una prima buona mossa.

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