La bellezza possibile per tutto l’anno

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

C’è un non detto del Giro d’Italia a Como. Va oltre la corsa rosa e il suo arrivo in città dopo trentadue anni dall’ultima volta. Si tratta di un comune sentire implicito che merita di essere esplicitato. Assume sfumature diverse.

Secondo la sensibilità di ognuno, è compiacimento, è disincantato rammarico, è speranza. In definitiva, a ben vedere, è desiderio di bellezza. La bellezza della propria città sfregiata da troppi decenni di sciatteria, promesse non mantenute, rinvii.

Quella bellezza che in occasione di un evento sportivo dalle straordinarie potenzialità di marketing turistico è riapparsa come d’incanto in questi giorni. Tutti hanno rivisto il lago anche nel tratto dov’era ancora occultato da reti che lo nascondevano allo sguardo; tutti hanno apprezzato lo sfalcio d’erba incolta ai giardinetti che lo costeggiano dopo piazza Cavour; tutti hanno pensato, increduli, di poter scendere da auto, moto e biciclette e impugnare per un momento la stecca del biliardo su inimmaginabili manti d’asfalto.

Il Giro che taglia oggi il suo traguardo a Como ci regala questa “finestra” di bellezza, insieme con  riprese tv ambasciatrici in Italia e nel mondo. Ci riscuote, in un certo senso, anche da una certa rassegnazione.

Allora è possibile, ci chiediamo e contemporaneamente rispondiamo. La città immobile dell’eterno lungolago incompiuto, il giornaliero Camel Trophy lungo le strade cittadine, non sono un destino ineluttabile. Ogni anno, in ottobre, si accende una luce anche in occasione dell’arrivo del Giro di Lombardia. Quella data, fissata sul calendario, è l’atteso segnale che sarà rimesso a nuovo il fondo di alcune vie. Questa volta, nell’arco di dodici mesi, da ottobre 2018 a ottobre 2019, probabilmente sarà accaduto per ben tre volte: due grazie alla gara in linea d’autunno e una, oggi, per questa tappa.

Se è possibile restituire Como alla sua bellezza, dobbiamo fare in modo che questo valga per trecentosessantacinque giorni all’anno. L’impegno riguarda tutti.

L’amministrazione comunale, che ha lavorato mesi per preparare bene questa giornata. La giunta regionale, che deve accelerare i tempi per restituirci un lungolago degno di questo nome, dopo aver scelto di mettere una pezza ai nostri guai. I cittadini, ognuno di noi singolarmente, chiamati a vivere Como come cosa propria e non come cosa di nessuno, perché è troppo facile reclamare e chiamarsi fuori dai piccoli doveri quotidiani. Certo, domani è un altro giorno e i buoni propositi non basteranno a spuntare come cose fatte quelle che formano il lungo elenco delle situazioni incompiute.

Oggi però è festa. Festa di sport, di passione per l’intramontabile epica del ciclismo, di gente d’ogni età che fa da corona all’avvenimento. Festa per il dono della bellezza possibile.

Basta volerla.

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