Le grandi potenzialità del polo fieristico

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di Giorgio Civati

Fino a meno di un mese fa era uno degli hub vaccinali del Comasco, ma questa settimana Villa Erba di Cernobbio si è riappropriata del ruolo per cui è stata voluta e creata, negli anni Ottanta del secolo scorso: polo espositivo e fieristico, anzi “vetrina” di eccellenza per il bello e il ben fatto, in questo caso i tessuti per l’arredamento e la casa in genere. Intendiamoci, al netto delle polemiche iniziali sull’opportunità o meno di questa scelta per somministrare i vaccini contro il Covid, la struttura ha funzionato benissimo anche con quella funzione. Ma non era quello ovviamente il suo impiego naturale, accettabile in emergenza e non certo a medio/lungo termine.

Perché quella che fu la dimora degli Erba e poi dei Visconti è un fiore all’occhiello per il territorio lariano, cosa di cui forse ci si dimentica troppo spesso. È anche un palcoscenico che riesce a mettere nella luce migliore tutto ciò che vi si organizza. Proposte, la fiera del tessile per la casa, ne è l’esempio. Avviata nel 1993, la rassegna ha sempre ottenuto buoni risultati, spesso ottimi, in termini di presenze e business per gli espositori, senza mai abbandonare Villa Erba certamente per merito della qualità dei prodotti e delle aziende che la compongono ma anche per una location che nei decenni è sempre stata apprezzatissima da orientali e americani, italiani ed europei in genere.

D’altra parte, la struttura è nata per le fiere tessili, in particolare per Ideacomo, cui poi si sono aggiunte Ideabiella con i tessuti lanieri, poi camiciai e cravattai, in un ideale polo del lusso che ha vissuto anni d’oro sul Lago di Como, ma che ha poi dovuto soccombere ai mutamenti del mercato, alle crisi, alle minori voglie di viaggiare in due/tre posti da parte dei buyer internazionali. Inevitabile insomma – forse – che quella stagione e quel sogno siano finiti, ma resta la Villa Erba spa, società operativa che gestisce il polo di Cernobbio, e restano ovviamente i padiglioni, la villa antica con il suo fascino perenne, il parco secolare splendido di proprietà di un mix di enti pubblici, associazioni e privati: due entità divise che però insieme rappresentano una grande potenzialità per il territorio e che – pandemia a parte, questi ultimi 12/18 mesi non contano – avevano anche in parte trovato equilibri finanziari e di bilancio.

Rivedere i padiglioni espositivi riaprire a espositori e clienti come è accaduto in questi giorni è insomma un’ottima notizia: per Proposte, per Villa Erba spa che torna a svolgere il proprio ruolo di promotrice di eventi e manifestazioni di altro livello, per Como e la intera provincia. La speranza è che il futuro prosegua lungo questa direttrice fatta anche, soprattutto di eventi fieristici di grande livello. Intendiamoci, ben vengano matrimoni, feste, convention aziendali e spot pubblicitari, che aiutano a far quadrare i conti, ma Villa Erba ha i numero per fare di più….

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