Lo Stato “famelico” con i contribuenti

Tasse e balzelli

Ho un piccolo risparmio sotto forma di obbligazioni. All’arrivo dell’estratto conto mi trovo l’addebito con la causale “Capital gain”. Non sapendo decifrare mi reco in banca ed ora, se vi può interessare, lo spiego meglio con un esempio. Se alla scadenza hai avuto un profitto per legge scatta la tassazione del “Capital gain”. Domanda: e se avessi avuto una perdita, in questo caso lo Stato ti risponde sono… tuoi. Mi vien voglia di estinguere il conto. Andando indietro nel tempo all’acquisto delle obbligazioni il certificato era corredato da un foglio con le cedole semestrali o annuali, bastava presentarsi allo sportello con il coupon e incassare. Oggi non è più possibile, devi avere un conto titoli gestito a caro prezzo, mentre a loro servono per le loro contrattazioni.
Altro paradosso. Oggi lo Stato pretende che tutti indistintamente siano intestatari di un conto corrente bancario. A prescindere dall’offerta di alcuni servizi, alla fine comparando gli addebiti con la miseria degli interessi a credito cosa prevale? Sicuramente gli addebiti, sempre che non ti capiti di sforare, altrimenti sono guai. Le banche hanno anche il dovere, attraverso la massa dei creditori, di aiutare le imprese ed i richiedenti mutui, ovviamente con le dovute garanzie. Non trascuriamo le vessazioni e tassazioni che lo Stato ci impone. Lo Stato è in primis il più famelico.
Cari amici lettori siamo nelle mani del “puian”, qualcosa deve assolutamente cambiare e in fretta.
Fausto Frigerio

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