Persone e politici senza più valori

La società che cambia

All’epoca dello scandalo di Mani Pulite io c’ero, anche se ero molto più giovane e, forse, avevo maggiori speranze, come molti di noi, temo!
Ricordo che ci si scandalizzava, che ci si sorprendeva, che ci si arrabbiava.
Ripenso, come se fosse ieri, a un’analisi acuta, fatta da uno psicologo sul “Corriere della Sera”, nella quale si sosteneva che l’aspetto che faceva più riflettere era come la vergogna venisse provata solo nel momento in cui si era stati scoperti, non mossa dalla propria coscienza, ma sorta proprio perché pubblico.
Ci si sorprendeva allora che i politici avessero rubato, a quei tempi ancora si credeva che facessero il bene del popolo e che dovessero essere esempio di rettitudine ed onestà.
 Essere scoperti scatenava la vergogna e la fatica di affrontare l’altro come riflesso/ammissione della propria inettitudine e dei propri sbagli.
Sembrava già grave. Oggigiorno sarebbe oro.
Il sentimento della vergogna è morto e con lui finiscono nella pattumiera il senso di colpa, la consapevolezza di aver pagato e di dover pagare per i propri sbagli.
Tutto questo è seppellito sotto l’arroganza, la sfacciataggine, la mancanza di moralità ed etica, se non altro a posteriori, dei già difficili anni Novanta!
E non puntiamo il dito, illudendoci che riguardi solo i politici. I politici sono il riflesso della società e di ciò che siamo diventati. I politici in fondo siamo noi tutti. Basti osservare quanti colpevoli si difendono a testa alta, senza remore o rimorso per il male fatto. Sconfortante.
Perché così pare proprio che il senso civico, etico e morale del rispetto delle regole e del bene stiano davvero morendo un po’ in noi tutti che osserviamo senza quasi più indignarci.
Ilaria Mascetti

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