Lo storico piroscafo comasco “Patria” cerca un gestore: servono 300mila euro

Piroscafo Patria
Il piroscafo Patria
Il piroscafo Patria

Nemmeno la gestione del Patria sfugge alla tagliola del bando pubblico.

Il piroscafo, che per anni è stato al centro di una battaglia politica condotta dall’allora presidente della Provincia Leonardo Carioni, cerca una nuova casa.

O meglio, cerca qualcuno che voglia prendersene carico. E che per fare questo sia disposto a spendere 25mila euro l’anno, oltre che rivestirlo e arredarlo di sana pianta.

Ecco quindi il bando pubblicato ieri da Villa Saporiti che suona un po’ come una speranza. La speranza che qualcuno, un “privato”, si faccia avanti per completare il restauro dello storico piroscafo e provveda letteralmente a tenerlo a galla: ormeggiato sì davanti a Villa Olmo ma pronto a navigare nuovamente le acque del Lago di Como.

La durata della concessione prevista dalla Provincia è di 12 anni, motivo per cui chi volesse tentare la gestione del Patria dovrebbe mettere in preventivo una spesa minima di 300mila euro. Tuttavia, come detto, il futuro gestore dovrà anche farsi carico di manutenzioni, revisioni e allestimenti interni. Un conto che potrebbe essere salatissimo.

La cosa che fa riflettere (e propendere qualcuno per un esito non favorevole del bando) è però un’altra: il futuro gestore, oltre ad avere le necessarie autorizzazioni “navali”, dovrà portare sul Patria anche un equipaggio completo: un capitano, un macchinista autorizzato, un timoniere, un fuochista abilitato e due marinai o allievi marinai.

La nuova vita del piroscafo costruito 94 anni fa è tutta un punto interrogativo. Una domanda che troverà risposta (forse) il 19 ottobre.

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