L’omicidio di Carugo arriva in Appello. Brivio: «La Rho e Rugolo inattendibili»
Cronaca

L’omicidio di Carugo arriva in Appello. Brivio: «La Rho e Rugolo inattendibili»

«Il dottor Brivio è innocente, si è sempre professato tale e non ritiene di avere qualcosa da nascondere». L’omicidio dell’architetto Alfio Molteni sarebbe frutto solo ed esclusivamente di «atti concordati» tra la moglie della vittima, Daniela Rho, e Luigi Rugolo, uomo assoldato dalla donna per effettuare i «singoli atti intimidatori sino alla gambizzazione» che poi – per errore – divenne letale.
Per questo motivo le dichiarazioni sia della Rho, sia di Rugolo, sono «assolutamente inattendibili» in quanto nate con il solo scopo di «calunniare per vantaggi personale quello che doveva essere l’uomo dei sogni (della Rho, ndr)» e che invece le aveva dimostrato solo «una attrazione sessuale».
Sono queste, in estrema sintesi, le motivazioni contenute nelle 198 pagine con cui il legale di Alberto Brivio, l’avvocato Aldo Turconi, ha presentato ricorso in Appello contro la sentenza all’ergastolo per il proprio assistito. Le udienze sono state fissate per l’8 e il 10 gennaio e per il 7 febbraio del 2019. Alberto Brivio, commercialista brianzolo, è accusato dalla Procura di essere il mandante degli atti intimidatori sfociati nell’agguato mortale la sera del 14 ottobre 2015.
Brivio, secondo l’accusa, era l’amante di Daniela Rho, la moglie della vittima che però ha seguito una via processuale diversa avendo scelto fin dal primo grado il rito Abbreviato. Brivio e la Rho avrebbero progettato e commissionato insieme gli atti intimidatori e l’agguato mortale con l’obiettivo di screditare Alfio Molteni, che si stava separando dalla Rho, e fare in modo che gli fosse vietato di vedere le figlie. Carcere a vita (davanti alla Corte d’Assise di Como) anche per Vincenzo Scovazzo, ritenuto uno degli esecutori materiali del delitto insieme con altri presunti complici, già condannati in precedenti procedimenti. Era stato condannato infine a cinque anni Giovanni Terenghi, l’investigatore privato accusato non del delitto ma di un ruolo negli atti intimidatori.
La ricostruzione di Brivio è però all’opposto: gli atti sarebbero maturati dall’accordo della Rho con Rugolo, motivo per cui la difesa del commercialista è tornata ad invocare per l’Appello il «confronto in aula tra Brivio, Daniela Rho e Luigi Rugolo».
Nel suo atto d’Appello la difesa contesta tutta la ricostruzione dell’accusa: dal movente («non c’era alcun astio tra Brivio e Molteni, e lo riconosce anche la Corte lariana») alla natura del rapporto con la Rho («squisitamente sessuale»), dalla concessione dei domiciliari alla Rho e non a Brivio («con gravi limitazioni del diritto alla difesa») fino alla presunta circolarità dei contatti e dei messaggi tra le parti nei giorni degli atti intimidatori: «Sono messaggi pressoché privi di testo, “muti e invisibili”, a cui è impossibile attribuire senso e significato».
«Episodi e atti intimidatori – è la chiosa – che hanno come unico riscontro le calunniose dichiarazioni di Rugolo», che sono però «confuse e generiche».

5 novembre 2018

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