Lotta al degrado: «Piazza Volta, sia gioco di squadra»

piazza Volta

Per contrastare fenomeni come il degrado urbano «serve gioco di squadra». Ne è convinta Confcommercio Como per voce del suo direttore Graziano Monetti, all’indomani della denuncia da parte del consigliere consigliere comunale della lista “Rapinese sindaco”, Paolo Martinelli, che in un reportage su Facebook ha documentato una piazza Volta che all’alba di sabato si presentava colma di bicchieri e bottiglie vuote sparsi ovunque.
Il Comune sta studiando le strategie da mettere in campo e infatti è previsto un summit tra l’assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi, Marco Galli e il suo collega assessore al Commercio, Marco Butti, con i rispettivi dirigenti, per capire perché la situazione sfugga di mano in questo modo.

«È un mosaico complesso in cui tutti devono fare la loro parte – dice Monetti – ossia forze dell’ordine, addetti alla pulizia della città e naturalmente anche il pubblico che deve dimostrare rispetto per i luoghi anche nell’esercitare il sacrosanto diritto alla movida. E se c’è da aprire un tavolo con le autorità noi ci siamo. Anche perché il Comune ha sottoscritto il nostro protocollo di sicurezza, un codice di autoregolamentazione che hanno accettato tutti i nostri iscritti di Confcommercio e che prevede, oltre al rispetto delle normative anticovid, anche l’impegno da parte dei commercianti per la salvaguardia del decoro e per la tutela degli spazi urbani presso gli esercizi commerciali. Il lavoro è per noi la priorità, e proprio per questo va messo in condizioni di essere esercitato in sicurezza e al meglio delle possibilità di accoglienza e ove possibile senza boomerang: i turisti così come i residenti devono poter frequentare piazze e locali e non essere obbligati a spettacoli come quelli che si sono visti in piazza Volta. Ripeto, vanno rispettate le esigenze di tutti gli attori in campo, Noi come commercianti comaschi ci siamo e siamo assolutamente pronti a giocare questa partita nell’interesse nostro e di Como tutta, la cui vocazione turistica non va assolutamente mortificata».

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