Luisella Vèroli sulle tracce di Sibilla Aleramo

Un'immagine della poetessa Sibilla Aleramo

L’intervista alla pagina Facebook del Circolo dei lettori di Como

“In quel caos roccioso dove terra, mare, cielo sembrano confusi come prima della creazione, i passeggeri additano bizzarre figure pietrificate di cani, leoni, amanti, finestre a forma di cuore che si affacciano sul mare trasparente. Sibilla pensa che ci voleva quest’isola selvaggia per trovare la chiave di accesso a un mondo altro e prende corpo in lei l’urgenza del fiorire di parole poetiche”.
L’isola selvaggia è la Corsica, Sibilla è la celebre poetessa del primo Novecento che, dopo aver dato alle stampe il romanzo “Una donna” (che accumula successo in tutta Europa in egual misura allo scandalo), si trova in una fase critica della vita. È a questo momento di passaggio dalla letteratura autobiografica alla poesia, che Luisella Vèroli guarda in “Pudore selvaggio. L’estate in Corsica di Sibilla Aleramo”, libro presentato in un’intervista sulla pagina Facebook di Clio – Circolo dei lettori di Como.
Luisella Vèroli è stata con buona ragione definita “archeologa dell’immaginario”. Milanese d’elezione, ha fondato l’associazione culturale Melusine ed è stata la prima biografa di Alda Merini di cui fu amica. Si è sempre interessata agli archetipi del femminile che ricerca sia con lo scavo metaforico nella psiche e nella vita delle donne che racconta, sia rintracciando fisicamente luoghi, paesaggi, reperti storici che ne raccontano la carnalità.
Accade così anche in “Pudore selvaggio”. A causa della pandemia, Luisella Vèroli si ferma in Corsica. E scopre che la Aleramo, nel 1912, si è rifugiata proprio su quest’isola. Luisella Vèroli esplora i luoghi che la poetessa ha visitato, calca gli stessi sentieri, rintraccia personaggi folkloristici, amicizie, amori per restituire un racconto romanzato del soggiorno della poetessa.
Ne esce un affascinante spaccato sulla “terza vita” come errabunda et libera amante di Sibilla Aleramo: i dialoghi con Marie-Anne Comnène, aspirante scrittrice, le lettere di Giovanni Papini che le comunicano la decisione di troncare la loro relazione e l’incontro con Joe, un ragazzo corso da cui Sibilla si lascia corteggiare e che ama con passione.
Un quadro realistico che apre squarci sull’animo inquieto di una donna che ha avuto il coraggio di vivere libera.

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