Maestro di parole: colleghi e amici ricordano Federico Roncoroni

Federico Roncoroni

Scrittore in proprio, docente memorabile, geniale costruttore di tanti libri di testo che hanno fatto la storia dell’editoria scolastica.
Il comasco Federico Roncoroni, scomparso domenica scorsa, è stato un prisma del tutto originale e irripetibile e lascia nella memoria di chi ha lavorato ed è cresciuto con lui un ricordo indelebile.
Come ricorda l’editor comasca Laura Scarpelli che ha lavorato con lui per 25 anni, con telefonate e mail pressoché ogni giorno per confrontarsi anche dialetticamente su tantissimi progetti, Roncoroni iniziò alla fine degli anni ’80 la sua collaborazione con Mondadori.
All’epoca Federico Roncoroni insegnava ancora come «docente di italiano appassionato e profondamente amato – ricorda Laura Scarpelli – Catturava l’attenzione dei suoi studenti e proprio dal suo amore per l’insegnamento, unito a una profonda conoscenza della lingua e della letteratura, nacque la sua prima opera scolastica, un’antologia per la scuola media. A questa seguì, nel 1989, la prima grammatica della lingua italiana».
La sua fu una opera fondatrice e riformatrice nella scolastica italiana.
Mondadori, quando Roncoroni iniziò a collaborarvi, all’epoca aveva pochi titoli a catalogo per la scuola e lo studioso comasco formatosi all’Università di Pavia fece tesoro della sua esperienza didattica in numerosi progetti di grande successo.
«Quasi un milione di studenti ha studiato e studia sui suoi libri – ricorda Lara Scarpelli – Con le antologie incantava, sapeva presentare gli autori fino a renderli familiari» ricorda Laura, che sottolinea i pregi delle grammatiche pubblicate per la scuola da Roncoroni: «I pregi maggiori sono la chiarezza e la semplicità anche quando l’argomento è difficile da spiegare. Un professore eccellente, Federico, che ha saputo essere un leader indiscusso sul mercato della scolastica con il testo più adottato in assoluto per oltre trent’anni, la sua grammatica. Ha conquistato la fiducia di migliaia di insegnanti con la sua capacità di scrivere in modo semplice, preciso e completo, e con la sua lungimiranza sapeva sempre precorrere i tempi della didattica. Il concetto di “competenza” che è oggi strumento quotidiano lo introdusse 15 anni prima».
Anima e direttrice del Premio Chiara, Bambi Lazzati ricorda l’amico e compagno di viaggio Roncoroni nel segno della comune amicizia con lo scrittore di Luino Piero Chiara: «Una perdita insostituibile la morte di Roncoroni – commenta – Con Federico abbiamo condiviso tanti bei progetti, per noi è sempre stato un faro e un punto di riferimento per la sua competenza e per la sua passione per la letteratura. Il nostro compito adesso è raccogliere il testimone della sua lunga fedeltà e continuare il lavoro di testimonianza sull’opera e sulla memoria di Chiara nel solco che lui ha tracciato come curatore del suo archivio letterario. Presto cureremo una mostra su Chiara al Castello di Masnago e sarà l’occasione per dedicare a Federico un ricordo».
Ieri si è voluto unire al cordoglio per la scomparsa si Roncoroni anche il sindaco di Como Mario Landriscina: «Insieme al professor Paolo Maggi, al professor Mario Margheritis e a Padre Giovanni Battista Pigato, grandi esempi di educatori delle scuole superiori cittadine degli anni ’70 e ’80, ha avuto la sensibilità, il garbo e la sobria severità di saper insegnare, appassionare e divulgare la cultura quando ancora non si parlava di “divulgatori”. Ha lasciato il segno, il professor Roncoroni, non solo ai suoi studenti ma, oltre alla sua amata città, a un’intera nazione contribuendo con i suoi scritti, le sue ricerche e i volumi pubblicati a far comprendere le basi della nostra lingua anche alle generazioni oggi ancora presenti sui banchi di scuola».
Roncoroni ha insegnato a lungo al liceo classico Volta di Como. Abele Dell’Orto, docente al Volta dove Roncoroni insegnò dal 1970 al 1987, auspica che l’istituto «pensi a iniziative per ricordarlo» e ricorda che l’antologia Testo e contesto di Roncoroni fu la più adottata in Italia per i bienni delle superiori. Ricorda la docente di lettere del Volta Laura Bianchi: «Da quando era presente su Facebook, i pensieri del Professore sono diventati un appuntamento fisso. A volte commentavo, e lui sempre rispondeva. A tutti, con la sua innata gentilezza. Uno degli ultimi pensieri, datato 26 gennaio, citava un verso di Over the rainbow. Quanta nobiltà in questo addio. Lascia un vivido ricordo, anche in chi l’ha conosciuto al Volta, lezioni indimenticabili e segnate da una personalità veramente originale. Di recente non aveva mancato di incoraggiarmi per la pubblicazione di un mio testo letterario. E spero – conclude citando il libro del suo romanzo del 2003 – che ci incontreremo di nuovo, “Un giorno, altrove”».
Come detto Roncoroni è stato amatissimo dai suoi allievi. Per Michela Musante, oggi insegnante a sua volta e scrittrice, è stato «un amico, un mentore. Federico per me fu molto, attraverso gli anni. Durante le ore fra i banchi del liceo e ancor di più in seguito. Ci scrivevamo molto e di tutto, ad esempio a proposito degli autori più amati: l’impetuoso Abelardo, l’inquieto Torquato Tasso, l’immaginifico e scatenato Gabriele d’Annunzio. Le sue parole erano l’energia necessaria a disseppellire le mie. Mi attraversavano, mi incoraggiavano e, sempre, emozionavano. Le sue parole erano pietre, subito divenute testate d’angolo».
«Inaspettato. Stimolante. Controcorrente», lo ricorda un’altra allieva del Volta, Elisa, oggi architetto: «Bisognava comporlo in un’infinità di modi diversi, come è la lingua italiana che ci faceva conoscere: come un pensierino delle elementari, come un telegramma, in versi… Una sfida continua alle nostre capacità e alle nostre competenze. Mi ha insegnato a studiare, per l’università più che per il liceo, ad aprire la mente. Ad imparare quello che serve non solo per il momento e il bisogno presente, ma perché sia bagaglio per sempre. Per questo, credo, con lui se ne è andato un pezzo del “mio liceo”, ma rimarrà sempre un ricordo che non ha solo il profumo della giovinezza o della nostalgia ma anche della ricchezza che ha saputo insegnarmi».
E poi c’è il ricordo dei tanti scrittori, giovani e meno giovani, che Roncoroni ha incoraggiato e con cui ha intrecciato rapporti di reciproca stima. Il poeta comasco Giovanni Lischio gli ha dedicato una poesia dal titolo eloquente, Amicizia: «Come il metronomo misura / i battiti per minuto / e assicura / che il ritmo musicale / sia mantenuto / costante e uguale, / così la tua amicizia / propizia e cura/ la mia scrittura. / Nella mestizia della morte / avverto più forte / il battito di un’amicizia / che si conserva / intatta, di un legame che perdura / e che il tempo, nelle sue trame / preserva e trasfigura».

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