Mascherine e distanziamento, istruzioni per l’uso

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Anno del Covid 2020, mese ottavo dall’esplosione in Italia del virus. Ricordate la caccia al paziente zero di Codogno? Sì, buonanotte, sarà stato il decimillesimo.

Siamo in piena seconda ondata con poche o nulle certezze, ma alcune consapevolezze: il virus è lo stesso ma la malattia è cambiata, è migliorata nella prognosi, perché la curiamo meglio.

Quindi combattiamo una vera e propria guerra con morti, feriti e superstiti con e senza esiti.

In questa abbiamo tre fronti aperti: i ricercatori nei laboratori a caccia del vaccino arma finale, i medici in ospedale e sul territorio con cure sempre migliori ed efficaci, e poi la cosiddetta popolazione civile, non del tutto disarmata, ma anzi con tre strumenti: mascherine, distanziamento, igienizzazione. Questi, saremo anche noiosi, richiedono alcuni richiami e istruzioni per l’uso.

Mascherine: ma come può esserci ancora gente che lascia scoperto il naso? Non vedete in Tv che i tamponi li fanno prevalentemente dal naso? Significa che il passaggio eventuale del virus è anche da lì. Diamo ufficialmente una notizia: la bocca ed il naso sono direttamente collegati.

Mascherine bis: e smettetela di toccarle!  E su e giù, e su e giù, con le mani ovviamente. Ma se queste benedette mascherine dovrebbero essere una diga ferma-virus, noi andiamo a toccarle proprio sulla superficie che blocca la bestia e poi con le mani ci tocchiamo gli occhi? E anche, aggiungiamo, la frutta al supermercato e i documenti che diamo in giro? Ma dai!

Mascherine ter: non lasciatele in giro. Due giorni fa nello svestirsi prima di una visita un paziente ha appoggiato la sua sulla scrivania di chi scrive: sarebbe stato meno grave l’avesse fatto con le mutande (si fa per dire: non le si tolgono dal neurologo, tranquilli!). Ma dai!

Distanziamento: non statevi addosso, anzi, non stiamoci addosso. Ieri al supermercato in coda alla cassa un signore mi era quasi sulla spalla. Da vecchio noioso glielo faccio presente e lui: “ma abbiamo la mascherina”. Sì ma le due cose vanno declinate insieme. Per dire: sui mezzi pubblici non basta avere le mascherine se si sta in quattro in un metro quadrato.

Distanziamento bis: oltre a stare un po’ lontanini, nel dubbio facciamo anche solo le chiacchiere indispensabili. Per dire: si va a prendere i bimbi all’asilo e a scuola, due parole e poi a casa. Tutti vediamo invece gruppi di tre-quattro genitori con bimbi a chiacchierare (magari con mascherine mal messe) per mezze ore.

Vanno cambiati i comportamenti. La libertà vigilata di cui godiamo in questa convivenza forzata con il virus va salvaguardata con cambiamenti di stile.

Dobbiamo riuscire a coniugare salute con istruzione e lavoro. Vanno bene anche tante altre cose: socialità, cultura, sport, culto. Ma se possibile, tagliamo dove possiamo, se non sui contenuti, almeno sui modi, e soprattutto i tempi.

Igienizzazione: se una volta fuori pericolo vorremo dimenticare la brutta storia del virus, speriamo che questo presidio invece resti per sempre. Non farebbe malissimo.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.